L'AQUILA

Crollo casa dello studente, respinti i ricorsi di Regione e Adsu

Confermate le responsabilità dei due enti per la morte dello studente di Medicina Hussein Hamade

La sezione civile della Corte di appello dell’Aquila rigetta gli appelli dell’Adsu (Azienda per il diritto allo studio universitario) e della Regione Abruzzo per il crollo della casa dello studente nel corso del terremoto del 2009. La Corte ha rienuto i ricorsi infondati e ha quindi confermato le responsabilità civili e i risarcimenti stabiliti dal tribunale. 

Regione e Adsu per la Corte sono dunque responsabili, in solido tra loro, della morte di Hussein Hamade, detto Michelone, ragazzo israeliano di 21 anni, studente della facoltà di Medicina, rimasto sepoto il 6 aprile del 2009 dal crollo della casa dello studente. I familiari sono stati rappresentati e difesi dall’avvocato Wania Della Vigna, del foro di Teramo.

Secondo quanto si è appreso, gli enti condannati presenteranno ricorsi in Cassazione. Nella sentenza, la Corte d'appello ha sottolineato i profili di responsabilità dei due enti: la Regione in quanto ente proprietario dell'immobile di via XX settembre, e dell'Adsu in quanto ente gestore, all'epoca in cui furono eseguiti i lavori di trasformazione del Palazzo Angelini a studentato per universitari fuori sede, "omettendo qualsiasi intervento di consolidamento strutturale atteso che l'immobile era già stato ritenuto da Abruzzo Engineering (ente regionale) fabbricato con 'criticità strutturali' e quindi necessitava di interventi di consolidamento statico e sismico".

Si tratta, secondo i giudici di secondo grado, di responsabilità solidale degli enti Regione Abruzzo e Adsu con gli ingegneri e i tecnici già condannati in via definitiva dalla Cassazione, per i reati di omicidio colposo plurimo, lesioni colpose, crollo di edificio e disastro colposo. E condanna solidale di tutti i soggetti responsabili per difetti costruttivi, manutentivi o in ragione di colpose condotte omissive e commissive in rapporto causale con il crollo e con un aggravamento degli effetti del crollo.

I magistrati della Corte di appello hanno ripercorso tutta la vicenda processuale - da quella penale, pm Fabio Picuti, al Gup, Giuseppe Grieco - con conferma della Corte di appello e Cassazione oltre la sentenza civile di primo grado, rimarcando le cause del crollo e i profili di responsabilità civile, rigettando tutte le tesi degli appellanti, confermando il risarcimento danni per tutti i familiari di Michelone, con condanna per gli appellanti alle spese processuali. Rigettando la tesi del sisma come "evento eccezionale ed imprevedibile tale da costituire un caso fortuito o forza maggiore, da escludere totalmente la responsabilità umana".