Allieva molestata, chiesti i danni al finanziere

7 Maggio 2026

A ottobre si celebrerà il rito abbreviato per il capitano accusato di violenze su una 19enne, ecco chi sono le parti civili

L’AQUILA. Produzione documentale da parte della difesa dell’imputato e relativa costituzione delle parti civili, tra cui “Doppia difesa” (associazione che si occupa di violenza sulle donne) e sindacato dei militari. Stanno andando tutti a posto i tasselli preliminari della vicenda giudiziaria – preludio dell’udienza del prossimo 21 ottobre, da celebrare con rito abbreviato – che vede alla sbarra un capitano della Scuola ispettori e sovrintendenti della Guardia di Finanza di Coppito accusato di violenza sessuale nei confronti di un’allieva del primo anno, 19enne all’epoca dei fatti.

La vicenda prese le mosse a partire dalla denuncia della ragazza, che agli agenti della questura aquilana aveva raccontato di come fosse stata violentata da un suo superiore dopo aver accettato l’invito di quest’ultimo a raggiungerlo nel suo appartamento. Poi le prime effusioni, qualche bacio e il tentativo di avere un rapporto intimo da parte dell’imputato, che poi si sarebbe consumato nonostante la contrarietà della persona offesa, stando a quanto da lei poi dichiarato alla polizia.

Una denuncia, la sua, che aveva poi attivato le indagini da parte di due Procure: quella del capoluogo e quella militare di Roma. Con lo scandalo che nel frattempo rimbalzava di camerata in camerata, di telefonino in telefonino, fino ad approdare su una chat. Ferma, in quel caso, fu la risposta dei vertici della Fiamme gialle, che avevano subito provveduto ad allontanare l’allora indagato, poi trasferito al nord, e di recente sospeso dal servizio in attesa dell’esito del processo. Un provvedimento, quello del trasferimento, poi spiccato anche nei confronti di altri colleghi del capitano, ritenuti a loro volta colpevoli di aver provato a insabbiare l’accaduto. I loro nomi sono tra quelli poi comparsi nella chat finita nel mirino degli inquirenti.

Di fatti «gravi» aveva del resto parlato lo stesso generale Gabriele Failla all’indomani della vicenda. Che aveva poi garantito come la ragazza fosse stata assistita anzitutto dal punto di vista psicologico, e accompagnata nel percorso di elaborazione di quanto successo. «Siamo stati noi ad attivare le indagini agevolando la presentazione della denuncia da parte dell’allieva, comprensibilmente provata, fornendole tutta l’assistenza necessaria. Basti pensare», aveva dichiarato Failla, «che l’allieva è stata accompagnata da un tenente donna sia al momento della presentazione della denuncia, sia nei giorni successivi in attesa dell’arrivo dei genitori. Noi, come Scuola», aveva concluso il generale, «abbiamo tutto l’interesse non solo a verificare quale sarà l’esito in relazione al fatto contestato, ma anche se ci siano state condotte parimenti incompatibili con l’attività d’istruttore». 

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