Cucina chiusa, degenti “a digiuno”

Pescina, in ospedale gli addetti restano fuori dai locali, e i pasti arrivano in ritardo
PESCINA. Rimangono chiusi fuori dalla cucina dell’ospedale e non possono preparare i pasti per i pazienti. È accaduto ieri sera a Pescina dove gli inservienti incaricati di preparare i pasti serali sono rimasti bloccati all’esterno della struttura adibita a tale funzione. I ricoverati hanno dovuto così saltare la cena all’orario stabilito. Visto il trascorrere delle ore, però, è stato richiesto l’intervento dei vigili del fuoco di Avezzano che, una volta sul posto, hanno sfondato la porta in modo da consentire l’accesso agli addetti al servizio.
A quel punto la cucina è stata riattivata e i pasti sono stati alla fine preparati e distribuiti, anche se con notevole ritardo. Tutto si è risolto nel migliore dei modi e non ci sono state conseguenze né proteste.
Ma qualcuno degli ospiti della struttura, temendo probabilmente di dover saltare la cena, ha abbandonato il reparto e raggiunto le cucine con l’intento di capire cosa stesse accadendo e forse anche con la speranza di trovare qualcosa da mettere sotto i denti. E tra i degenti c’è stato anche chi, dopo aver compreso la situazione, pare abbia cercato di dare il suo aiuto per aprire la porta. Un tentativo, naturalmente, che non ha prodotto l’esito sperato. Solo l’intervento dei vigili del fuoco ha permesso di riaprire le cucine e di consentire agli addetti di preparare i pasti per i degenti. La cena è stata poi distribuita in gran fretta per evitare ulteriori attese e per tentare di recuperare il tempo perso a causa dell’insolito incidente, probabilmente riconducibile a un guasto, oppure a una porta rimasta chiusa dall’interno.
Nella struttura di Pescina, oltre al sevizio di assistenza, si trovano l’ospedale di comunità e l’hospice. (p.g.)
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