Curitti accusa la giunta di Aielli: «Circonfucense in abbandono»

19 Agosto 2018

AIELLI. Strada Circonfucense «lasciata nel più completo abbandono», nel tratto del Comune di Aielli, dall’amministrazione guidata da Enzo Di Natale, «impegnata a ripulire invece via Varenese, che non...

AIELLI. Strada Circonfucense «lasciata nel più completo abbandono», nel tratto del Comune di Aielli, dall’amministrazione guidata da Enzo Di Natale, «impegnata a ripulire invece via Varenese, che non è di sua competenza, spendendo 15mila euro».
Nino Curitti, consigliere di minoranza al Comune di Aielli, punta il dito accusatore contro la giunta. «La strada Circonfucense, molto trafficata da Tir, trattori e autovetture varie», attacca il consigliere di opposizione, «rappresenta un grave pericolo per i cittadini poiché è invasa da alberi, cespugli ed erbacce che invadono buona parte della carreggiata nei due sensi di marcia, limitando dunque la visibilità».
Curitti contesta anche l’abbandono delle altre strade campestri e di montagna «anch’esse», sottolinea il consigliere comunale, «lasciate nel più completo abbandono. In alcuni tratti sono addirittura intransitabili, con buona pace dei cittadini e degli allevatori che sono costretti a utilizzarle». Nel mirino del consigliere di minoranza finisce anche la cooperativa sociale che, con un «compenso di 200mila euro l’anno pulisce molto sommariamente le strade di Aielli Alto ed Aielli Stazione, trascurando completamente la frazione di Borgo Sardellino. I mezzi comunali», sottolinea Curitti nel suo intervento, «vengono lasciati alla rimessa comunale o abbandonati ad arrugginire nel piazzale».
L’attacco a tutto campo del consigliere d’opposizione abbraccia pure l’opera letteraria di Ignazio Silone impressa su un muro nei pressi della Torre delle stelle per ricordare i 40anni del poeta dei cafoni.
«Si spendono trenta-quarantamila euro», conclude il consigliere Nino Curitti, «per realizzare discutibili murales sulle pareti di case private e di edifici pubblici medievali di notevole interesse storico, al solo e unico scopo di farsi una discutibile campagna pubblicitaria sui social. Lasciamo ai cittadini benpensanti le valutazioni su queste assurde situazioni».
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