Da mercoledì porte aperte negli otto musei della città

21 Giugno 2020

Il professor Giannantonio: «Siti di grande importanza per la nostra memoria» Riapre i battenti anche l’Ufficio turistico a palazzo dell’Annunziata dopo 3 mesi

SULMONA. Dopo i luoghi ludici riapriranno anche “i templi” della cultura cittadina. Da mercoledì 24 giugno di nuovo porte aperte per i musei e venerdì l’ufficio dei servizi turistici a palazzo dell’Annunziata. Un’altra importante tappa dopo l’emergenza sanitaria che ha di fatto bloccato per tre mesi, le attività sociali, culturali ed economiche della comunità cittadina. Si tratta di un patrimonio di grande valore culturale e di storia che trae origini dalla memoria collettiva di testimonianze risalenti nei secoli. Due sono i poli museali più importanti della città: il museo civico insediato nel palazzo dell’Annunziata e il museo diocesano nell’ex convento di Santa Chiara in piazza Garibaldi. Il museo civico si compone di tre sezioni: quella italica, quella romana e quella medievale moderna. Sempre nel palazzo dell’Annunziata hanno sede il museo del costume popolare abruzzese e molisano e della transumanza che custodisce testimonianze della cultura popolare regionale con riguardo soprattutto al tradizionale abbigliamento di epoche passate e il museo in situ. Gli abiti esposto sono quelli indossati dalle donne nell’800 tra i quali spiccano i costumi di Sulmona, Scanno, Pettorano sul Gizio e Introdacqua. Mentre il museo in situ è sorto sullo scavo di un’antica domus romana detta di Arianna. Inoltre sono presenti in città altre due importanti strutture museali realizzate da privati: quella nella fabbrica di confetti Pelino che conserva le testimonianze della storia della lavorazione del dolce sulmonese più rinomato nel mondo e quello della fotografia con attrezzature che fin dall’inizio hanno caratterizzato l’arte fotografica. Infine nel palazzo della Provincia in via Mazara è tornato a vivere dal novembre scorso, la pinacoteca dedicata al famoso artista sulmonese, originario di Bugnara Italo Picini scomparso nell’ottobre del 2016, che conserva ben 98 quadri e due sculture, tutti lasciati in dono dall’autore alla provincia. «I Musei di Sulmona sono siti di grande importanza per la città e ne rappresentano la memoria che è la materia prima per la conservazione dell'identità della città stessa», afferma Raffaele Giannantonio presidente del Premio Sulmona. «Per quanto riguarda il museo diocesano, la cosa interessante è il connubio particolare tra un contenitore che risale al XIII secolo, come il convento di Santa Chiara e la presenza di arte contemporanea che grazie a Gaetano Pallozzi e grazie al Premio Sulmona si è andata costituendo attraverso un patrimonio di autori importantissimi, nazionali e stranieri, che hanno arricchito via via il museo dando significato ad un intervento che negli anni Novanta ha recuperato l'edificio da un punto di vista architettonico». «Analogamente il palazzo dell'Annunziata», conclude Giannantonio, «è diventato una fabbrica di cultura sostituendo una funzione civica come quella del palazzo civico e poi di ospedale con una funzione culturale capace di permeare di sé l'intero centro storico, che è diventato un grande museo diffuso».
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