De Nino-Morandi, appello a Marsilio per riaprirlo

20 Ottobre 2020

Lettera di una madre al presidente: «Nessuno ha risolto il problema, ci pensi lei» L’istituto per geometri e ragionieri chiuso da sei anni dopo la messa in sicurezza

SULMONA. Il caso del “De Nino-Morandi” chiuso da sei anni finisce sul tavolo del presidente della Regione Marco Marsilio. L’istituto per ragionieri e geometri di via D’Andrea è inaccessibile dal 17 ottobre del 2014, giorno in cui la guardia di finanza mise sotto sequestro il primo dei cantieri scolastici avviati per i lavori post sisma. Da allora la struttura di Sulmona è in abbandono, con finestre rimaste aperte e vetri sfondati, alberi caduti nel piazzale e degrado generale. Per questo una mamma ha scritto al presidente della Regione. «Le scrivo in qualità di genitore», fa sapere rivolgendosi a Marsilio, «vorrei invitarla a volgere lo sguardo sulla nostra Valle Peligna soprattutto per quanto riguarda il problema scuole. Sicuramente sa del trasferimento dell’istituto tecnico per geometri De Nino da Sulmona a Pratola. Le classi furono spostate a ottobre 2014, l’istituto è stato messo in sicurezza, ma dopo le dovute verifiche è risultato di nuovo non agibile, questo grazie a chi ha guardato i propri interessi nel fare i lavori ignorando quelli dei nostri figli». La donna mette anche in evidenza i disagi che sono costretti a subire ogni giorno i circa 300 iscritti delle due scuole, che tornano molto tardi a casa per la mancanza di autobus. Tutte carenze accentuate dalle norme anti-Covid sul distanziamento sociale. «A tutt’oggi la sede è ancora a Pratola creando non pochi problemi, soprattutto in questo periodo, ai ragazzi pendolari che vivono nei paesi limitrofi e di montagna», ricorda la mamma, «a volte tornano a casa anche due ore dopo la fine delle lezioni perché bisogna aspettare le coincidenze da Sulmona. Nessuno, politicamente e scolasticamente, è riuscito a risolvere questo problema, speriamo ci riesca lei».
Nello sfogo-denuncia la donna esprime preoccupazione anche per i corsi storici, dopo l’iscrizione quest’anno di soli sei alunni alla prima classe dei geometri, associati a meccanica anche se mantenendo la didattica. Va precisato che la sede di Pratola risponde ai requisiti di sicurezza e di spazio e che la competenza sull’istituto è della Provincia, che ne è proprietaria, mentre il Provveditorato alle opere pubbliche è soggetto attuatore dei lavori fermi da sei anni. Per sollecitare la riapertura è nato anche un comitato e diverse sono state le iniziative di sensibilizzazione. Intanto, a fine mese, riprenderà il processo all’Aquila, per falso e truffa ai danni dello Stato, scaturito dall’inchiesta della Procura sui presunti lavori sbagliati post-sisma nei corpi di fabbrica 1 e 3.
©RIPRODUZIONE RISERVATA