Defibrillatori fuori uso, al via la sostituzione

Il Comune cambierà i dispositivi salvavita, danneggiati o non funzionanti, installati in punti strategici
AVEZZANO . Al via in città la sostituzione dei defibrillatori non più funzionanti o distrutti dai vandali. L’intervento di manutenzione dei dispositivi salvavita, per un importo complessivo di 4.152,88 euro, è stata affidata alla “Sei Safe”.
Si tratta della stessa ditta che nel 2014 portò a compimento il progetto della città cardioprotetta, ideato dal giovane cardiologo avezzanese Stefano Guarracini e sostenuta dalla prima amministrazione Di Pangrazio. L’iniziativa fece di Avezzano la prima città d’Abruzzo ad installare defibrillatori nei punti nevralgici. Dopo sette anni il Comune ha deciso di intervenire ancora a tutela della salute dei cittadini, riportando alla massima efficienza e alla funzionalità tutti e 15 i defibrillatori posizionati sul territorio comunale dal centro alle frazioni. Nel corso degli anni, infatti, alcuni dispositivi sono stati danneggiati dai vandali, mentre altri non sono più funzionanti. Nel caso di arresto cardiaco, l’uso del defibrillatore consente un intervento tempestivo, talvolta salvavita, come accaduto al calciatore danese Christian Eriksen, colpito da un attacco di cuore durante la partita degli Europei contro la Finlandia.
Accanto all’installazione dei defibrillatori semiautomatici nei luoghi di maggior aggregazione, nel 2014 l’amministrazione avviò anche una vasta campagna di formazione di volontari del soccorso, tra agenti di polizia locale e semplici cittadini, affinché fossero in grado di offrire aiuto in caso di emergenza. Ora come allora con l’operazione di sostituzione dei dispositivi salvavita l’amministrazione punta a promuovere nuovi corsi di formazione con lo scopo di “reclutare” più volontari possibili in grado di intervenire tempestivamente in caso di necessità. «L’arresto cardiaco», ricorda il consigliere comunale, nonché medico Ignazio Iucci, «è un evento drammatico che, se non trattato in tempi rapidissimi, porta alla morte improvvisa. In Italia colpisce mediamente 75mila persone ogni anno, spesso con patologie cardiovascolari, ma può colpire chiunque, senza preavviso, anche persone sane e clinicamente controllate. A distanza di qualche anno», conclude Iucci, «è utile ripetere anche i corsi per il corretto uso dei defibrillatori». (f.d.m.)
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