Detenuto muore in cella, aperta l’inchiesta

5 Novembre 2023

Il 55enne si accascia per un malore, la Procura vuole fare chiarezza. Tensioni nel penitenziario peligno

SULMONA. Si è sentito male nella sua cella subito dopo aver pranzato. A nulla sono valsi i tentativi di rianimarlo da parte degli operatori medici in servizio nel carcere di Sulmona. Aveva 55 anni il detenuto originario di Roma, colto nel primo pomeriggio di ieri da un improvviso malore nel carcere di Sulmona. L’allarme è scattato attorno alle 14 quando l’uomo, dopo aver richiamato l’attenzione dei poliziotti penitenziari in servizio nella sezione di alta sorveglianza, si è accasciato sul pavimento della cella. Dal carcere, intuita la gravità della situazione, hanno immediatamente allertato il centralino di emergenza del 118. Il personale sanitario del penitenziario ha avviato le operazioni di soccorso per cercare di rianimare il detenuto, fino all’arrivo dell’ambulanza. Ma il 55enne è deceduto poco dopo. Da quanto si è appreso l’uomo soffriva di diabete e di ipertensione anche se ai medici, la morte è risultata apparentemente inspiegabile. Sulle circostanze del decesso, legate ad un arresto cardiaco come accertato dal 118 e dal medico legale che ha eseguito la ricognizione cadaverica, si svolgeranno ulteriori verifiche tant’è che la Procura di Sulmona, che sulla vicenda ha aperto un fascicolo, ha disposto l’autopsia che si svolgerà nell’obitorio dell’ospedale dell’Aquila per via della momentanea inagibilità della sala autoptica dell’ospedale di Sulmona. Il magistrato non vuole lasciare nulla al caso, soprattutto in merito alle operazioni di soccorso svolte nel carcere. La tragedia si è subito diffusa all’interno del carcere provocando tensione tra i detenuti delle diverse sezioni, tutti ergastolani e ad alta sorveglianza. (c.l.)