Di Pangrazio: no al depotenziamento dei nostri ospedali

13 Giugno 2014

Il sindaco raccoglie l’appello del primario De Pratti «Il reparto di Emodinamica deve funzionare 24 ore su 24»

AVEZZANO. Non è caduto nel vuoto l’appello al sindaco Gianni Di Pangrazio lanciato dal primario del Pronto soccorso dell’ospedale di Avezzano, Ezio De Pratti, a tutela della sanità marsicana e della Valle Peligna.

LA LETTERA. «Gentile dottor De Pratti», scrive il primo cittadino, «ho ricevuto la Sua lettera – riportata tra l'altro sul Centro del 7 giugno – e non posso che condividere la Sua preoccupazione sul rischio di depotenziamento della nostra sanità e per contro sulla necessità di fornire servizi di qualità per i cittadini delle aree interne.I presìdi sanitari attualmente operanti nella Marsica, a partire dall'ospedale di Avezzano, non solo non devono essere ridimensionati, ma al contrario ulteriormente potenziati, se vogliamo che le aree interne e montane tornino a crescere anche per via della essenziale dotazione di servizi pubblici, indispensabili per trattenere "in loco" popolazione ed attività economiche. Sono due anni, da quando sono sindaco di Avezzano, che mi batto per questo. Sono due anni che lavoro, di concerto con i sindaci della Marsica, affinché la distribuzione dei servizi sanitari risponda ad una logica di presenza delle popolazioni sul territorio e delle reali necessità dei bacini di utenza, e non solo alle logiche ragionieristiche ed inaccettabili dei tagli indiscriminati alla spesa pubblica.

EMODINAMICA. «Le ricordo soltanto le ultime "battaglie" che abbiamo condotto in questa logica di salvaguardia delle strutture operanti nella Marsica: quelle per l'operatività "h.24" del reparto emodinamica, ad oggi solo parzialmente attivo, e quella contro il declassamento del reparto di Medicina. Pure sono più volte intervenuto affinché il nostro nosocomio sia dotato di servizi salvavita: mi riferisco in particolare alla neurochirurgia d'urgenza, alla "stroke unit" ed altre funzionalità la cui operatività è essenziale per salvare vite umane in caso di ictus o incidenti stradali o altre situazioni patologiche acute. L’ospedale avezzanese non può essere "ridimensionato" nella ipotesi, da Lei paventata, di una "rimodulazione della sanità abruzzese" che segua esclusivamente logiche di potere, né può essere privato di servizi primari, necessari per la tutela della salute oltre che per la gestione dell'emergenza sanitaria di migliaia e migliaia di persone.

LA POPOLAZIONE. «La Marsica è un territorio vasto e popoloso, ed esprime quasi la metà della superficie territoriale e più di un terzo della popolazione dell'intera provincia aquilana. La posizione di centralità di un'area vasta come la Marsica non può essere in alcun modo negata né discussa, anche perché sono i numeri a parlare chiaro: l'ospedale di Avezzano serve un bacino sanitario di oltre 140.000 persone, il più importante della Provincia dell'Aquila, e costituisce un punto di riferimento importante per centinaia e centinaia di cittadini provenienti anche da Valle Roveto, Frusinate, Reatino e anche dall'area di Cassino.

LA REGIONE.«Noi difenderemo la centralità del nostro territorio, anche sulla sanità. La salute è un bene primario, ed il riordino della Sanità deve essere impostato mettendo al centro il paziente e le reali esigenze dei territori. Voglio rassicurarla: non appena la nuova Regione sarà pienamente operativa, con l'insediamento della giunta e del consiglio, ho intenzione di aprire un "tavolo Marsica", in piena sintonia con tutti i colleghi sindaci, sulle troppe questioni lasciate irrisolte dall'esecutivo Chiodi: la sanità certamente sarà la prima ad essere affrontata, perché vogliamo sapere quali siano i progetti del nuovo esecutivo in materia sanitaria, ma pure vogliamo risposte urgenti sui trasporti, sull'Interporto, sull'agroalimentare, sul ciclo idrico integrato e sulle tante questioni lasciate aperte dalla politica regionale.Sulla Sanità, in particolare, non tollereremo che i marsicani subiscano ulteriori penalizzazioni come conseguenza di qualche cervellotico piano di rimodulazione regionale. Non tollereremo che in nome della "riduzione dei costi" si cancellino presìdi, strutture, servizi decentralizzati, macro-aree, senza tener conto della specificità del nostro territorio, della sua centralità e delle esigenze dei cittadini.Questo è l’impegno mio e o di tutti gli amministratori marsicani».

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