Avezzano

Domate le fiamme sul Salviano, ora è caccia al piromane

22 Luglio 2026

Diversi punti di innesco al tramonto per scongiurare l’impiego di mezzi aerei. Il plauso delle istituzioni a vigili e volontari

AVEZZANO. Con il pericolo scampato e il fuoco arreso all’ostinazione dei pompieri e della protezione civile, è tempo di ricercare le responsabilità. Dietro le spire di fuoco c’è una mano criminale. Ferma, lucida. Ha agito al riparo da occhi indiscreti, in un orario strategico per far propagare le fiamme. Vale a dire al tramonto, quando i mezzi aerei non possono più sorvolare le aree incendiate. Sulle pendici del Salviano, simbolo identitario e polmone verde dell'intera Marsica, restano ora il fumo e la cenere. Oltre a una complessa attività di bonifica per mettere in sicurezza ogni singolo metro quadrato di terreno ed evitare che eventuali focolai sotterranei riprendano vigore. Ma se l’emergenza ambientale entra nella sua fase di contenimento, si apre serrato il fronte investigativo: è caccia alla mano criminale che ha generato questo inferno.

All’alba di ieri si sono alzati in volo gli elicotteri. Hanno operato senza sosta, fino al temporale-lampo di metà mattinata, che ha contribuito a ridimensionare il fronte delle fiamme. Nel pomeriggio il rogo era definitivamente circoscritto, in attesa della bonifica. Sul posto i vigili del fuoco e i volontari della protezione civile di Tagliacozzo e di Magliano. Gli elementi raccolti sul campo dalle forze dell’ordine escluderebbero fatalità o distrazioni: si è trattato di un attacco premeditato. Gli investigatori hanno individuato tre diversi punti d’innesco, dislocati strategicamente per far sì che il fuoco si propagasse con la massima rapidità possibile e travolgesse la vegetazione. Ad avvalorare la tesi del dolo è anche la scansione temporale dell’attacco. Poco prima del calare del buio.

I criminali hanno costretto le squadre a terra a combattere a mani nude contro un fronte infuocato gigantesco, alimentato dalle alte temperature e dalle correnti d’aria. Nelle fasi più drammatiche dell’emergenza, la macchina istituzionale e operativa ha risposto con grande prontezza. Per il Comune di Avezzano, le operazioni di spegnimento e coordinamento sono state seguite costantemente dal consigliere Maurizio Seritti, delegato alla Protezione civile. Un ruolo determinante per l’approvvigionamento idrico è stato svolto dallo stabilimento di LFoundry - evacuato alle 22 di lunedì a causa dell’avvicinarsi delle fiamme - che ha fornito l’acqua per riempire a ritmo continuo le vasche strategiche utilizzate dagli elicotteri prima del fermo volo.

A tracciare un bilancio dell’intervento e a condannare il vile gesto è stato il consigliere regionale Massimo Verrecchia: «Particolarmente significativo è stato il lavoro svolto dai vigili del fuoco, dalle squadre di protezione civile locale e regionale e dai volontari, il cui intervento ha dimostrato l’efficacia del sistema antincendio regionale. Nello stesso periodo, infatti, erano in corso contemporaneamente numerosi interventi in altre aree della regione, tra cui Rocca di Mezzo, Poggio Picenze (Valle del Campanaro), Guilmi, Collebrincioni e Bisenti. Nonostante il notevole impiego di uomini e mezzi su più fronti, il sistema di risposta ha funzionato con tempestività ed efficienza. Resta, tuttavia, il profondo rammarico per la perdita di un patrimonio naturale di straordinario valore: ettari di flora e fauna sono andati distrutti a causa dell’azione di qualche balordo. L’auspicio è che il responsabile, o i responsabili, vengano individuati e perseguiti al più presto».

Il sentimento di ferita è condiviso dall’intera comunità, come evidenziato dalle parole di Alessandro Pierleoni, assessore comunale di Avezzano con delega alla Riserva del Salviano: «Innanzitutto è doveroso un ringraziamento ai volontari della protezione civile, ai vigili del fuoco e a tutti coloro che si sono adoperati nell'attività di spegnimento che è stata difficile, soprattutto nelle prime ore, anche per le temperature elevate. La risposta della popolazione è di grande partecipazione emotiva non solo per l'effetto drammatico del fuoco su un polmone verde, ma anche perché è luogo simbolico caro agli avezzanesi e ai marsicani. Importante ai fini della prevenzione saranno anche le telecamere che stiamo installando». E adesso, mentre le squadre sul campo completano la bonifica, gli inquirenti passano al vaglio ogni elemento utile.

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