Don Aldo difensore della Chiesa: «Nel Fucino non è speculazione»

2 Dicembre 2018

Il sacerdote fa chiarezza sull’operazione dell’Istituto di sostentamento del clero per acquistare terreni «Cambiati gli investimenti, il fine è di altissimo valore sociale e morale. Gli agricoltori stiano tranquilli»

AVEZZANO. Non è certamente un prete allineato, ma sugli acquisti dei terreni nel Fucino, don Aldo Antonelli, il prete rosso noto per le sue battaglie e le sue invettive (le ultime contro il ministro Salvini), condivide in toto l’azione dell’Istituto diocesano di sostentamento del clero. «Non c’è alcun intento speculativo», afferma il sacerdote, «ma solo un cambio di rotta negli investimenti per assolvere alla missione dell’Istituto che sta agendo correttamente: ha venduto dei pezzi di terreni edificabili in alcune zone della Marsica e ora sta acquistando appezzamenti nel Fucino in base al prezzo di mercato stabilito da un agronomo. Se in qualche occasione l’importo è stato più alto della media del mercato, è perché i proprietari, che non sono agricoltori e vivono fuori, hanno preteso di più».
Don Aldo Antonelli, nelle inedite vesti di portavoce della Chiesa, rassicura i giovani imprenditori e Confagricoltura. L’associazione aveva sollevato il caso, esprimendo preoccupazione sugli acquisti fatti dalla Chiesa e perplessità sulla destinazione futura dei terreni seminativi agricoli acquistati finora: 13 ettari nei comuni di Avezzano, Celano, Trasacco e Luco dei Marsi, mentre sono in corso trattative per altri 8 ettari a Ortucchio.
«Con il passaggio dei terreni nelle mani dell’Istituto diocesano», sottolinea il sacerdote, «per gli affittuari non cambia assolutamente nulla: il prezzo degli affitti resta immutato, quindi potranno continuare a lavorare gli appezzamenti in tutta tranquillità».
Qualcosa, invece, potrebbe prendere corpo in futuro nel solco del “Progetto Policoro” varato dalla Cei (Conferenza episcopale italiana) in collaborazione con l’associazione Libera fondata da don Luigi Ciotti, al quale ha aderito anche la diocesi dei Marsi. «L’Istituto sta cercando di acquistare anche terreni vicini o accorpati», aggiunge don Aldo Antonelli, impegnato pure con Libera, «dove, in prospettiva futura, potrebbe far nascere una cooperativa sociale giovanile per creare quelle opportunità di lavoro e di sviluppo alla base del Progetto Policoro finalizzato a concedere una chance ai giovani disoccupati attraverso la valorizzazione delle risorse del territorio. L’azione dell’Istituto diocesano per il sostentamento del clero non ha alcun fine speculativo, ma è di altissimo valore sociale e morale». Nato nel 1995 a Policoro, in provincia di Matera, il progetto promosso dall’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Cei è mirato ad affrontare il nodo della disoccupazione giovanile, in primo luogo al Sud, partendo dalla valorizzazione delle risorse dando vita a realtà lavorative dove impiegare i giovani disoccupati. Non resta, quindi, che attendere l’evoluzione terrena dell’azione della chiesa.
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