Donna vive in macchina per paura dei furti in casa

SULMONA. Da giorni dorme nella sua auto che ha riempito di indumenti e viveri fino a non avere più spazio all’interno della vettura. Si sposta continuamente tra il piazzale della stazione e quello...
SULMONA. Da giorni dorme nella sua auto che ha riempito di indumenti e viveri fino a non avere più spazio all’interno della vettura. Si sposta continuamente tra il piazzale della stazione e quello del supermercato il Borgo fino all’arrivo della sera quando si chiude nella sua Lancia Ypsilon verde per passare la notte. Va vanti così da tempo, l’ex capostazione di Anversa degli Abruzzi, da qualche anno in pensione. La donna, che abitava nel casello ferroviario a poca distanza dalla stazione, non vuole più tornare in casa perché ha paura dei ladri. Qualche tempo fa, dopo la scomparsa del suo compagno, secondo quanto lei racconta, avrebbe subìto un furto in casa e da quel momento ha preso la decisione di caricarsi tutto sull’auto, almeno le cose da lei ritenute più preziose, portandosele dietro in ogni posto dove va. Del suo caso si sta interessando il sindaco di Bugnara Giuseppe Lo Stracco, insieme alla responsabile dei servizi sociali del Comune. «Già da tempo abbiamo posto l’attenzione su questo caso», afferma il sindaco, «e ci stiamo attivando per trovare una soluzione adeguata che possa tutelare tutti ma soprattutto lei che non sembra in condizioni di poterla trovare da sola». La donna, che è molto conosciuta nella zona proprio per il ruolo di capostazione che ha ricoperto per tanti anni, prima viveva in macchina spostandosi tra la stazione di Anversa e il centro storico di Bugnara. Ma da qualche tempo si è spostata verso Sulmona dove, come detto, sceglie alcune zone ritenute più sicure per trascorrere la notte. Sono tante le segnalazioni arrivate anche al Comune a Sulmona e la sua presenza non è passata inosservata nemmeno alle forze dell’ordine che più volte l’hanno invitata a tornarsene nella sua casa di Bugnara, sicuramente più sicura dell’attuale situazione in cui vive. Il timore, infatti, è che qualche malintenzionato, vedendola sola e ridotta in quelle condizioni, possa farle del male. (c.l.)
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