Dopo tanti licenziamenti il sogno di 500 nuovi posti

18 Febbraio 2016

I sindacati: «Occasione positiva se accompagnata da piani industriali concreti La buona occupazione oggi è soprattutto quella innovativa e privata»

L’AQUILA. Don Panoz, l’imprenditore statunitense amante dell’Abruzzo e delle auto da corsa, promette 100 assunzioni subito, per arrivare a 350 nell’arco di cinque anni.

Il vicepresidente della Regione Giovanni Lolli, deus ex machina dei 10 progetti innovativi finanziati con il 4% dei fondi per la ricostruzione, guarda ai prossimi due anni e annuncia l’arrivo di 500 posti di lavoro. Sono numeri importanti quelli che rimbalzano dal palco dell’Auditorium “Renzo Piano”. Soprattutto in un territorio che ha letteralmente fame di nuova occupazione. In prima fila ci sono i rappresentanti dei sindacati, che di quei numeri ne fanno pane quotidiano.

Tutti lodano l’iniziativa messa in campo dalla Regione, ma senza dimenticare chi, negli anni, ha preparato il terreno, e a cui spetterà tradurre le cifre in contratti di lavoro. «Finalmente si riparla di occupazione» afferma il segretario provinciale della Fiom Alfredo Fegatelli «e queste 500 assunzioni sono un’occasione estremamente positiva, se accompagnata da piani industriali seri e concreti. Li vogliamo vedere. Vogliamo sederci a tavolino e verificare progetti e prospettive. Soprattutto, aspettiamo a breve di poter firmare con la Regione un accordo che preveda il riassorbimento, nelle nuove realtà industriali presentate, dei ricercatori della Intecs, che stanno facendo la stessa fine dei lavoratori della Finmek».

La tempistica, quando si parla di nuove assunzioni, diventa fondamentale: «Tutti i progetti illustrati», sottolinea il segretario provinciale della Uilm, Clara Ciuca, «sono interessanti. Ma anche di ampio respiro, con tempi di attuazione lunghi. Il dramma occupazionale lo stiamo vivendo ora. Bisogna accelerare, non far passare più di quattro anni come per l’insediamento dell’Accord Phoenix. Speriamo che i 500 posti non siano solo un libro dei sogni, ma diventino una realtà, per chi il lavoro lo ha perso – e penso anche ai dipendenti della Edimo – e per chi, come i giovani, è costretto a lasciare la città per trovarlo». Il tessuto produttivo e occupazionale può ripartire, secondo il segretario generale della Cisl Abruzzo e Molise, Maurizio Spina, ma se accompagnato dall’impegno delle istituzioni e delle comunità locali: «Si riparte dall’innovazione e dalla ricerca, l’Abruzzo ha tutte le potenzialità per vincere la scommessa. Certo», precisa Spina, «sul versante occupazionale la prudenza, quando si annunciano grandi numeri, è importante. Ma siamo di fronte a progetti che non dovrebbero esaurirsi nel giro di pochi anni. Credo che la buona occupazione, e oggi ne abbiamo la conferma, sia soprattutto quella innovativa e privata».

Romana Scopano

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