Doppia tassazione, stangata alle aziende

19 Giugno 2019

Saggese (Casartigiani): c’era un accordo con l’Arap, invece ci chiedono di pagare entro 10 giorni da 2mila a 50mila euro

L’AQUILA. Le prime ingiunzioni di pagamento, da parte di Regie, una società di recupero crediti, sono arrivate venerdì scorso. Cartelle esattoriali, emesse dall'Arap nei confronti delle aziende dei Nuclei industriali di Pile, Bazzano e Sassa, che variano dai 2mila ai 50mila euro, riferite alla Tasi.
Una doccia fredda, dopo che le associazioni di categoria avevano chiesto e ottenuto, a febbraio scorso, un incontro con l'Agenzia regionale per le attività produttive per discutere del problema della doppia tassazione a carico delle imprese. Contro la procedura di recupero forzato Casartigiani è pronta a scendere in piazza: «Convocheremo una riunione con tutte le associazioni datoriali», dichiara il presidente, Carlo Saggese, «siamo pronti alla mobilitazione. Chiediamo l'interruzione dei termini, la sospensione del recupero delle somme e un confronto immediato con l'Arap». Il provvedimento di recupero coatto coinvolge circa 250 imprese che dovranno pagare entro dieci giorni le somme richieste.
«Nonostante le rassicurazioni ricevute dall’Arap, a febbraio scorso, sulla costituzione di un tavolo tecnico per la definizione delle posizioni pendenti nell’annosa vicenda della doppia tassazione comunale e riferita ai servizi dell'Agenzia regionale per le attività produttive, che attanaglia le aziende consorziate nei Nuclei industriali di Sassa, Pile e Bazzano», evidenzia Saggese, »riscontriamo oggi, in maniera del tutto autonoma e scorretta, un'intimazione di pagamento da parte della società di recupero crediti Regie, a dispetto di ogni rassicurazione avuta». Un atteggiamento lesivo, per Casartigiani, «del rapporto fiduciario che si stava instaurando con l’Arap, anche grazie all’istituzione della consulta territoriale e che va a danneggiare ulteriormente il tessuto imprenditoriale del territorio». Molte le problematiche aperte, compresa l'approvazione, da parte dell'Arap, del nuovo regolamento «che lede, di fatto, i diritti della proprietà privata a danno dell’imprenditoria locale», prosegue Saggese, «in sostanza, stando alle direttive del nuovo regolamento, l'Arap, in caso di affitto o vendita dei capannoni da parte delle aziende, richiede una quota-parte del 3% circa sul ricavato».
Imprese e associazioni di categoria contestano la doppia tassazione vigente, attualmente, nei Nuclei industriali: «Le aziende», spiega Saggese, «devono pagare le tasse comunali, nello specifico la Tasi, e al contempo i costi dei servizi offerti all'interno delle aree industriali. Vogliamo sapere con quale criterio è stata fatta la ripartizione delle somme richieste dall'Arap alle aziende, a copertura degli anni passati, e come mai gli importi relativi ai servizi erogati siano aumentati di dieci volte negli ultimi anni».
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