E i residenti in allarme scrivono al prefetto

28 Luglio 2020

Chiedono al rappresentante del governo e al sindaco la sospensione dell’attività di accoglienza 

SULMONA. La sospensione delle attività di accoglienza di immigrati nella struttura di Pettorano sul Gizio, fino a quando non sarà risolta la difficile e pericolosa pandemia, per la salvaguardia della pubblica incolumità, è stata chiesta al prefetto dell’Aquila, Cinzia Torraco, e al sindaco Pasquale Franciosa, da un consistente gruppo di residenti nel paese. Che, allarmati dalla notizia che otto migranti ospitati nella struttura sono risultati positivi al coronavirus, ricordano che «l’emergenza sanitaria non è ancora cessata e, secondo le direttive del governo, ai residenti in Paesi a rischio pandemia è vietato l’ingresso in Italia. «Non ci spieghiamo come il nostro sindaco abbia potuto accettare senza obiezione alcuna, che immigrati provenienti illegalmente da Paesi a rischio vengano ospitati in dette strutture in quarantena fiduciaria, con il solo test sierologico e senza la certezza di un tampone negativo», sostengono i firmatari della lettera. «Non possiamo dimenticare i disastri di questa pandemia che ancora oggi rende difficoltose le nostre cure, pertanto riteniamo assurdo e inaccettabile che tutto possa ricominciare a causa di questo fenomeno incontrollato, che non finisce con gli 8 positivi, poiché se le strutture resteranno aperte comunque ne arriveranno altri, come accade da circa 5 anni, e noi cittadini siamo costretti a vivere in continua emergenza. Oltretutto la struttura di accoglienza corrisponde a un luogo di ristoro per molti camionisti e automobilisti», sottolineano, «per la buona acqua fresca della fontana di Ponte d’Arce e, come riferito dagli abitanti circostanti, gli immigrati in questione durante la quarantena fiduciaria si sono mossi abbastanza liberamente. Dobbiamo decidere: o il Covid è un problema serio, e come tale va affrontato con regole serie, o è uno scherzo e allora riapriamo tutto a tutti e smettiamola con le restrizioni». (c.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .