E Salvini se la ride: i rom cacciati solo grazie a me

Il segretario della Lega si rifiuta di incontrare la famiglia Morelli «Non parlo con chi non rispetta la legge. Di Pangrazio si dia una svegliata»
AVEZZANO. «Ad Avezzano Salvini ha fatto una piccola magia, hanno saputo che arrivavo e hanno sgomberato una casa occupata da giorni». Sono queste le prime parole di Matteo Salvini arrivato ad Avezzano, su via Aldo Moro, ieri pomeriggio. Il segretario della Lega Nord aveva detto che avrebbe «sgomberato la casa occupata dai rom» con una ruspa. Chi si aspettava però che si fosse reso disponibile a un incontro con la famiglia Morelli è rimasto deluso. Il segretario, infatti, non ha nemmeno rivolto lo sguardo alle numerose persone arrivate per incontrarlo e chiarire che loro sono «italiani». C’era anche Rosa, con la bandiera dell’Italia. E così da un lato il segretario ha parlato al megafono circondato dai suoi sostenitori e dall’altro i Morelli gli hanno urlato di voler parlare con lui. A dividerli un cordone della polizia che anche questa volta ha evitato scontri e tensioni, non lasciando nulla al caso e tenendo la situazione sotto controllo. Salvini ha ribadito di essere arrivato ad Avezzano per far ristabilire la legalità e ha attaccato il sindaco Di Pangrazio. «Date una sveglia al sindaco», ha detto, «mica possono venire tutti i giorni in Abruzzo, mi richiedono anche da altre parti». Il segretario ha poi ribadito di non essere contro alcuna etnìa ma solo contro chi non rispetta le regole ed entra in Italia per delinquere. A loro ha rivolto l’invito di prendere un bus e tornarsene nelle loro case». Rosina Morelli dall’altra parte urlava: «Che si fanno a fare le giornate della Memoria in Italia? Anche questo è razzismo. Parla con noi! Ma non ti vergogni a venire a chiedere i voti quando in Europa è morta la gente?». Di risposta il segretario ha risposto con baci lanciati con la mano. «Chi fa il fenomeno e crede che può occupare una casa così», ha detto, «si sbaglia, io mi confronto con chi rispetta le leggi». Sulla visita di Salvini il segretario del Pd cittadino, Giovanni Ceglie, commenta: «La casa è stata liberata, non serve una discesa da altri territori di segretari di partiti ammantati di legalità ma vestiti alla texana. Pensasse ai 62 consiglieri regionali lombardi presenti e passati, in maggioranza della Lega, indagati per rimborsi illeciti con soldi pubblici. In Piemonte, la Lega con i soldi pubblici ci compra anche le mutande verdi. Se il segretario viene ad Avezzano per convertire il territorio al rispetto della legge, organizziamo una marcia verso quei territori che oramai sono in mano alla ’Ndrangheta e al malaffare di amministratori che urlano “Roma Ladrona” ma che stanno rapinando e prosciugando il profondo Nord delle sue risorse». (m.t.)
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