Ecco la legge che tutela il Fucino: stop a impianti per trattare rifiuti

Entro il 31 dicembre la Regione individuerà aree solo per l’installazione di centrali a energia pulita Confagricoltura: «Freno agli speculatori». E ora si punta a norme per impedire tagli alle zone coltivate
AVEZZANO. Arriva una legge che tutela l’agricoltura della piana del Fucino. L’ha approvata il consiglio regionale, all’unanimità, accogliendo un emendamento del capogruppo del Pd, Silvio Paolucci. Ora spetta alla giunta regionale individuare, entro il 31 dicembre 2021, le aree idonee all’installazione di impianti da fonti rinnovabili e in particolar modo quelle agricole caratterizzate da produzioni agroalimentari di qualità.
Gli agricoltori del Fucino da tempo chiedevano alla Regione l’adozione di una legge che vieti l’installazione di impianti per il trattamento dei rifiuti che, oltre ad avere un impatto negativo sull’ambiente e a ridurre la superficie coltivabile, compromettono seriamente le produzioni agroalimentari sia tradizionali che di qualità. Produzioni di qualità che è il caso di enumerare: biologiche, Dop (Denominazione di origine protetta), Igp (Indicazione geografica protetta), Doc (Denominazione di origine controllata), Docg (Denominazione di origine controllata e garantita), Stg (Specialità tradizionale garantita). Finora, però, per il mondo agricolo è stato come gridare nel deserto. Ora, se questa legge verrà applicata, si volta pagina. A salutare l’approvazione di misure che l’intero consiglio regionale, senza distinzione di colore politico, ha ritenuto necessarie per la tutela e il rilancio del comparto agricolo fucense, è la Confagricoltura L’Aquila, diretta da Stefano Fabrizi. «Questo provvedimento», interviene il presidente dell’associazione, Fabrizio Lobene, «è stato fortemente auspicato dalla Confagricoltura. Ricordiamo la grande mobilitazione per impedire la costruzione, proprio al centro del Fucino, dell’impianto a biomassa promosso dalla Power Crop e la forte azione politica e sindacale che bloccò la costruzione degli impianti fotovoltaici a terra nel territorio fucense. Tuttavia, siamo stati sempre favorevoli a tutti gli impianti di energie rinnovabili che sono direttamente connessi alle aziende agricole e che vengono alimentati dalle deiezioni animali e dai sottoprodotti agricoli, così come siamo favorevoli alle installazioni di impianti fotovoltaici sopra le coperture dei fabbricati rurali, stalle e capannoni».
Il provvedimento adottato dal consiglio regionale, secondo Lobene, mette al riparo l’agricoltura del Fucino «dalle aggressioni perpetrate il più delle volte da società con caratteristiche speculative che insediano attività insalubri con emissioni dannose all’immagine delle aziende agricole che esportano e hanno rapporti commerciali con la grande distribuzione organizzata».
Confagricoltura Abruzzo, intanto, annuncia che vigilerà sui tempi di emanazione del provvedimento applicativo e che si farà promotrice, presso il consiglio regionale, di norme che riducano la sottrazione crescente di terreni coltivabili. Il rapporto dell’Istituto superiore per la produzione e la ricerca ambientale (Ispra) 2020, rileva che negli ultimi decenni l’Abruzzo ha registrato una notevole conversione urbana dei suoli. Solo nel 2019 il suolo consumato è stato di 53.533 ettari, ben 210 ettari in più rispetto al 2018. E la continua sottrazione di terreni agricoli, secondo Confagricoltura, «è dannosa, perché corresponsabile della perdita di produzione primaria e della necessità di ricorrere sempre di più all’importazione di prodotti agricoli».
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