Ecomafia, Ruotolo in cattedra

20 Ottobre 2017

Il giornalista, da due anni sotto scorta, protagonista del Festival delle Narrazioni

SULMONA. È un giornalista che da due anni vive sotto scorta, minacciato dal boss del clan dei Casalesi, Michele Zagaria, per le sue inchieste sull’ecomafia.
Sandro Ruotolo è stato il protagonista della seconda serata del Festival delle Narrazioni, intervistato da Giuseppe Fuggetta, direttore della testata on line Reteabruzzo.com, ha risposto a tutte le domande proposte anche dai tanti presenti all’incontro.
Il giornalismo d’inchiesta, i new media e l’informazione che cambia. Sono stati questi i temi toccati, in un’ora di incontro al Soulkitchen, da Ruotolo. Il giornalista, che per anni ha condotto programmi televisivi di approfondimento, insieme a Michele Santoro, prima sulle reti Rai e poi su Mediaset, si è soffermato soprattutto sul fenomeno criminale dell’ecomafia, spiegando come funziona il traffico illecito di rifiuti. Poi una breve riflessione sulle mafie, «che al di là delle apparenze, sono vive e vitali e non solo nelle regioni d’insediamento storico, ma anche in altri territori come l’Emilia Romagna e la Lombardia».
Sul dramma degli incendi che quest’estate hanno devastato il Morrone, Ruotolo – pur usando cautela – ha sostenuto l’ipotesi che anche dietro quei roghi possano nascondersi organizzazioni criminali, «sia per le modalità dell’accaduto» ha detto, «sia per gli interessi a cui quegli incendi possono aver mirato».
In quanto ai rischi di infiltrazione di associazioni mafiose anche in zone come quelle dell’Abruzzo interno e della Valle Peligna, il giornalista ha ricordato «che va posta sempre attenzione anche alle singole imprese che possono entrare in una determinata area e trovare appoggi e complicità per svariate iniziative imprenditoriali». (c.l.)
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