Ed è stangata anche sul Comune «Nel 2022 spesi 8 milioni in più»
L’AQUILA. Da undici a diciannove milioni di euro all’anno per l’illuminazione e il riscaldamento di impianti ed edifici pubblici: questa è la differenza tra quanto speso dal Comune dell’Aquila nel...
L’AQUILA. Da undici a diciannove milioni di euro all’anno per l’illuminazione e il riscaldamento di impianti ed edifici pubblici: questa è la differenza tra quanto speso dal Comune dell’Aquila nel 2021 e quanto prevede di spendere nel 2022. Lo ha ricordato ieri il sindaco Pierluigi Biondi in una trasmissione televisiva nazionale: «Il Comune dell’Aquila nel 2021, per le bollette ha speso 11 milioni di euro e, nel 2022, prevedendo già i rincari, inizialmente ha incrementato del 20%, quindi a 13 milioni. Ma a luglio abbiamo dovuto fare una ulteriore variazione di bilancio da 6 milioni. Di fatto, quindi, abbiamo aumentato le spese per l’energia dell’80%, per un totale di 8 milioni di euro. Dallo Stato abbiamo avuto come ristoro fino ad aggi, compreso il decreto Aiuti Ter, circa un milione di euro. È evidente che i 7 milioni residui li dobbiamo recuperare: in parte ci siamo riusciti attraverso l’applicazione dell’avanzo di amministrazione – ma questa misura non si può usare tutti gli anni – dall’altro abbiamo dovuto fare dei tagli trasversali».
Quindi l’appello: «L’emergenza non si risolve tagliando l’energia ai cittadini. Serve una manovra nazionale perché non si possono scaricare sugli enti locali misure draconiane. La soluzione è la comunione d’intenti tra i paesi membri dell’Unione Europea verso un’azione congiunta, che ponga un limite a questa continua corsa al rialzo con le relative speculazioni finanziarie, soprattutto in una fase in cui alcune aziende energetiche o petrolifere dichiarano incrementi semestrali di profitti incredibili. Da un lato bisogna porre un freno alla continua immissione di risorse, dall’altro evitare di indebitare ulteriormente le casse nazionali». (l.t.)

