Elettrodotto, nasce un comitato: «Interrare linea ad alta tensione»

26 Ottobre 2026

La mobilitazione partita da Pettino coinvolge altri quartieri. I cittadini lanciano anche una petizione.

Chiesti controlli e uno studio sanitario. I residenti denunciano un ronzio continuo e temono per la salute

L’AQUILA

Non più soltanto alcune famiglie, una diffida e la battaglia contro tralicci diventati il simbolo di una convivenza difficile. Adesso la mobilitazione si allarga, si organizza e punta a coinvolgere altri quartieri. Nasce il Comitato per l'interramento dell'elettrodotto Pettino-San Giacomo, un movimento di cittadini che chiede verifiche sulle emissioni elettromagnetiche, uno studio sulla salute della popolazione e soprattutto un progetto per eliminare la linea aerea ad alta tensione che attraversa una parte consistente della città. Il caso esploso a Pettino, dopo la sostituzione di un traliccio a pochi metri dalle abitazioni, diventa così il punto di partenza di una mobilitazione più ampia. Il comitato è stato costituito il 21 ottobre con sei promotori. Un organismo apartitico e indipendente, aperto all'adesione di quanti condividono l'obiettivo di tutelare la salute pubblica, la sicurezza, la quiete e il territorio (per info: elettrodottolaquila.salute@gmail.com). Nel mirino c'è l'elettrodotto a 220 kilovolt “San Giacomo-Popoli, derivazione Provvidenza”, gestito da Terna, che attraversa i quartieri compresi tra Pettino e San Giacomo. La prima iniziativa prende forma attraverso una petizione indirizzata al sindaco, al presidente del Consiglio comunale e all'assessore all'Ambiente. L'obiettivo è chiedere un intervento dell'amministrazione sulla vicenda, a cominciare dalle verifiche tecniche e sanitarie. Lungo il tracciato dell'elettrodotto, infatti, non ci sono soltanto abitazioni private, ma anche luoghi frequentati quotidianamente da bambini e ragazzi. Tra questi, il parco giochi Baden-Powell, il centro sportivo Santa Barbara, dove si svolgono anche campi estivi, la scuola dell'infanzia Carla Mastropietro e la primaria San Francesco. È proprio la presenza di luoghi sensibili a rappresentare uno degli argomenti centrali della mobilitazione. Il comitato intende chiedere documentazione tecnica, misurazioni, verifiche ed eventualmente studi epidemiologici sulla popolazione esposta. All'origine della vicenda resta la sostituzione di un sostegno, a Pettino, dopo che alle famiglie era stata comunicata la necessità di rimuovere la precedente struttura, secondo quanto riferito dai residenti per un rischio di collasso. Il nuovo traliccio ha dimensioni sensibilmente maggiori. Ma non solo. A preoccupare maggiormente le famiglie sono il rumore e i campi elettromagnetici. I residenti denunciano un ronzio persistente, anche durante la notte, e riferiscono disturbi del riposo, emicranie e malesseri, senza che sia stato accertato un rapporto causale con l'elettrodotto. Nelle abitazioni vivono anche bambini. Le misurazioni, al momento non ufficiali, pur sotto le soglie di legge, fanno registrare un aumento delle emissioni. Prima della sostituzione un rilievo richiesto privatamente all'Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale) aveva registrato un campo magnetico di 0,1 microtesla. Il 7 settembre, durante un controllo informale, il valore sarebbe salito a 0,45. Nelle rilevazioni più recenti, riferisce una residente, sarebbero stati misurati 1,2 microtesla in una proprietà e 1,5 in quella confinante.

Il confronto con il dato iniziale restituisce un incremento numerico fino a quindici volte. Una stazione Arpa farà un monitoraggio costante e ufficiale a stretto giro. Terna ha già chiarito la propria posizione in una comunicazione di risposta ai residenti. La società sostiene che l'intervento costituisca una manutenzione, senza modifiche al tracciato, alle caratteristiche di esercizio o alla configurazione generale dell'elettrodotto. Precisa che sono stati mantenuti i medesimi conduttori e che la nuova struttura rispetta la normativa, compresi i limiti ai campi elettrici e magnetici. Il 6 ottobre, però, attraverso l’avvocato Paolo D’Amico, i residenti hanno inviato una diffida a Terna e alla società esecutrice dei lavori, coinvolgendo anche Comune, Regione, Asl e Arpa. Tra le richieste figurano le perizie sullo stato del precedente sostegno, la documentazione progettuale, le verifiche strutturali, gli atti amministrativi e ulteriori controlli fonometrici ed elettromagnetici.

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