SULMONA

Emergenza Cervi, due milioni di danni. Agricoltori in ginocchio

18 Marzo 2026

I rimborsi non bastano: solo il 35% va agli agricoltori.

La denuncia di Cia e Confagricoltura: ristori per appena 676mila euro. Chieti è la provincia più colpita.

SULMONA.

L’hanno definita “operazione verità”. Un confronto tra scienza, parchi, istituzioni locali e territorio per quantificare i danni alle colture e gli incidenti stradali causati dal cervo. L’appuntamento, organizzato da Cia e Confagricoltura, è per l’8 marzo prossimo, a Sulmona. I numeri restituiscono una realtà preoccupante: la presenza del cervo in Abruzzo, secondo le associazioni di categoria, «sta assumendo dimensioni sempre più critiche, con conseguenze che non riguardano più soltanto il mondo agricolo ma l’intero territorio».

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A fronte di 1.927.147 euro di danni alle coltivazioni, tra il 1° settembre 2023 e il 31 agosto 2024, sono stati liquidati ristori per 676.065 euro, poco più del 35%: appena un terzo delle produzioni agricole distrutte dalle incursioni degli ungulati. La provincia più colpita è quella di Chieti con danni pari a 729.686 euro a fronte di 233.930 euro di ristori; L’Aquila ha registrato danni per 603.136 euro e 229.718 euro di rimborsi; Pescara e Teramo, insieme, hanno avuto 594.325 euro di danni, di cui rimborsati solo 212.417 euro. In Abruzzo gli incidenti da fauna selvatica sono stati 792 nel 2021 per 2milioni 358.690 euro; 829 nel 2022 con 2.721.715 euro di danni; 895 nel 2023 (3.129.758) e 865 incidenti nel 2024 con 3.631.573 di danni alle colture.

«Campi danneggiati, coltivazioni distrutte e un numero crescente di incidenti stradali causati dall’attraversamento degli ungulati stanno trasformando quella che un tempo era considerata una ricchezza naturalistica in un problema sempre più concreto per agricoltori e cittadini», sostengono Cia e Confagricoltura.

Ad accendere la spia rossa sui danni provocati dalla fauna selvatica è l’Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, che ha diffuso una relazione basata sui dati raccolti tra il 2021 e il 2024. Lo studio nasce da una collaborazione tra Regioni e Parchi nazionali, finalizzata all’incrocio delle informazioni e alla creazione di una banca dati unificata sul fenomeno. Dalla relazione emerge che nel solo 2024, in Italia, i danni ammontano complessivamente a circa 24 milioni di euro per le colture agricole, 2,8 milioni per le predazioni e 19,5 milioni per gli incidenti stradali.

«La gestione della fauna selvatica deve basarsi su dati oggettivi e valutazioni scientifiche», afferma, Fabrizio Lobene presidente di Confagricoltura L’Aquila, «siamo di fronte a una situazione che mette in difficoltà le imprese agricole, espone i cittadini a rischi concreti e rischia di compromettere l’equilibrio del territorio. È necessario affrontare il tema con responsabilità e decisioni tempestive».

«Siamo fortemente preoccupati per l’espansione incontrollata del cervo», dichiara Anna Maria Di Furia, presidente della Cia L’Aquila Teramo, «non si tratta soltanto dei danni alle colture tradizionali. Oggi, il cervo sta raggiungendo anche aree dove sono presenti vigneti di alto pregio, che rappresentano una punta di diamante dell’agroalimentare abruzzese. Agricoltori e cittadini non possono più sostenere da soli il peso di una gestione che tarda ad arrivare.

La gestione della fauna selvatica richiede, infatti, un approccio scientifico e programmato. Un prelievo mirato e regolato consente di garantire l’equilibrio degli ecosistemi, la tutela delle colture agricole, la sicurezza pubblica e la costruzione di una filiera etica, locale e a basso impatto ambientale».

Per approfondire il tema, Cia e Confagricoltura hanno organizzato il convegno “Cervo e territorio: equilibri tra biodiversità, agricoltura e sostenibilità”, in programma l’8 aprile a Sulmona, nello Spazio Pingue. L’incontro vedrà la partecipazione di esperti del settore faunistico e ambientale, tra cui Francesco Riga dell’Ispra, l’etologo Sandro Lovari, già professore ordinario dell’università di Siena, Stefano Mattioli, membro del Deer Specialist Group dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, e Marco Apollonio, professore ordinario di zoologia all’università di Sassari. Tra i relatori anche Luciano Sammarone, direttore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, Luciano Di Martino, direttore del Parco Nazionale della Maiella, e Igino Chiuchiarelli del Parco Regionale Sirente Velino. I lavori saranno aperti dal sindaco di Sulmona, Luca Tirabassi. Conclude la giornata di studi il vicepresidente della Regione Abruzzo e assessore regionale all’Agricoltura Emanuele Imprudente. Il convegno sarà moderato dal biologo tecnico faunistico Franco Recchia. «Il confronto sarà anche l’occasione per affrontare una questione sempre più centrale nel dibattito pubblico: come conciliare la tutela della fauna selvatica con la sicurezza dei cittadini e la sopravvivenza delle imprese agricole», concludono Cia e Confagricoltura, «in un territorio fatto di vigneti, uliveti, ortofrutticoli, cereali e foraggiere danneggiati e raccolti compromessi».