Euroservizi, l’Ugl denuncia: lavoratori ormai abbandonati
L’AQUILA. Dopo quasi un anno dallo stanziamento nel bilancio regionale delle somme per la cessione del ramo d’azienda della Euroservizi, società in house della Provincia dell’Aquila, ad Abruzzo...
L’AQUILA. Dopo quasi un anno dallo stanziamento nel bilancio regionale delle somme per la cessione del ramo d’azienda della Euroservizi, società in house della Provincia dell’Aquila, ad Abruzzo Engineering Spa, società anch’essa in house ma della Regione Abruzzo, «serve accelerare il percorso amministrativo senza indugiare oltre, redigendo gli atti in maniera precisa e inoppugnabile nell’assoluto interesse dei dipendenti».
La sollecitazione arriva dall’Ugl, che in una nota esprime preoccupazione per l’esito della vertenza Euroservizi, che pure sembrava destinata a un epilogo positivo», osserva il sindacato. Ma il percorso si è bruscamente interrotto, «venendo meno le tutele e prerogative previste per i lavoratori peraltro sancite dalla legge, a differenza di altri transitati tempo addietro in Abruzzo Engineering, prefigurando una possibile diversità di trattamento degli stessi e tutto ciò nel silenzio della Regione e soprattutto della Provincia dell’Aquila».
La conseguenza è che la vertenza dei dipendenti è rimasta aperta, con gli stessi senza retribuzione con 38 buste paga arretrate e «con la privazione di taluni trattamenti obbligatori, sebbene proprio il presidente della Provincia – e non solo – avesse annunciato più volte la positiva conclusione della vicenda», ricorda il sindacato, tuonando: «Oltre al danno anche la beffa! Infatti per i lavoratori della Euroservizi, da cui ricordiamo è nata Abruzzo Engineering SpA, non è stato attuata nelle more del passaggio all’azienda regionale, neanche l’attivazione di ammortizzatori sociali». Per il sindacato è «sconcertante che la Provincia, che ha utilizzato Euroservizi come “bancomat’’ per le proprie spese, non si curi della corretta attuazione del percorso di trasferimento ad Abruzzo Engineering dei dipendenti e ancor peggio ha chiesto agli stessi un grande sacrificio rinunciando agli arretrati che si attestano, per alcuni, a cifre superiori ai 60-70 mila euro. E chi doveva controllare tali questioni ed adempimenti? E come mai ancora non viene convocata la commissione bilancio in Provincia?». A tutto questo fa eco il silenzio della Regione, «colpevole della mancata applicazione di una propria norma e di non accelerare definendo alcuni principi fondamentali e con fondi oltretutto già stanziati».
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