Facciamo il ponte sulla neve tra Ovindoli e Campo Felice: l'editoriale del direttore

Trasformiamo il campanilismo degli sci in un potentissimo richiamo turistico. E se serve alla causa, scierò anche in slip
PESCARA. Vi rivelo il mio sintetico contributo alla stagione sciistica di Ovindoli: i perfidi colleghi, Domenico Ranieri ed Enrico Giancarli, mi avevano attirato in una trappola: «Raggiungici a bordo pista per una intervistina su Rete8». Rispondo: «Ragazzi, sono alla scrivania, in giacca e jeans!». E i congiurati: «Tranquillo! Ti facciamo trovare tutto: tuta, guanti, e una strepitosa giacca tecnica al noleggio Ciminelli». Arrivo. Scopro che loro sono già in quota (sindaco compreso). La giacca era sì tecnica ma medium! E i guanti? Non c’erano: tentato omicidio. Tuttavia metto scarponi e sci, salgo: che incanto! Incrocio in quota il festante battaglione del Corso maestri con le meravigliose giacche in livrea verde e blu Abruzzo.
C’è il sole. Perdo la nozione del tempo, mi stupisco di me stesso: «Vedi? Posso sciare così, anche dopo mesi fermo!». Gli infami: «Vieni a pranzo!». Rifugio Montefreddo: nebbia e magia. Però inizio a tremare. Sole sparito. Gelo. Due capitomboli. Crampi terrificanti. Non so come: arrivo intero. Non importa. Conta il sogno: facciamolo il ponte sulla neve, colleghiamo i comprensori di Ovindoli e Campo Felice. Trasformiamo il campanilismo degli sci in un potentissimo richiamo turistico. P.S.: se serve alla causa, scierò anche in slip.
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