Molestie verbali, accuse al docente. Ma il preside risponde: «Non ci sono elementi»

Il preside Attilio D’Onofrio
L’Uds riferisce la segnalazione di uno studente e chiede di applicare il protocollo per la tutela. Il dirigente D’Onofrio: «Sono sbigottito, nessun estremo per aprire un procedimento disciplinare»
L’AQUILA. «Molestie verbali e comportamenti denigratori». È l’accusa che l’Unione degli Studenti rivolge a un docente del liceo Scientifico “Andrea Bafile”, chiedendo alla dirigenza dell’istituto l’applicazione del codice antimolestie elaborato dal sindacato per tutelare l’intera comunità scolastica. Accuse che la scuola, per bocca del preside Attilio D’Onofrio, respinge con forza, sostenendo di aver raccolto la segnalazione da parte del ragazzo (minorenne) e di aver successivamente interloquito sia con la classe che con il docente in questione. Facendo, insomma, tutto ciò che un preside può in situazioni del genere.
Andiamo con ordine. L’organizzazione studentesca ieri ha diffuso una nota stampa agli organi di informazione: «Abbiamo ricevuto una segnalazione preoccupante da parte di uno studente riguardo la mancanza di provvedimenti disciplinari nei confronti di un docente che ormai da tempo ha preso di mira il suddetto alunno, gravando sul benessere psicologico e sul rendimento di quest’ultimo» ha messo nero su bianco Saz Mazza, il coordinatore dell’Uds. Gli ha fatto eco Kia Contini, membro dell’esecutivo regionale dell’UdS Abruzzo: «Vista la criticità della situazione, abbiamo deciso di richiedere alla scuola l’approvazione del nostro codice antimolestie, garantendo un ambiente sicuro e delle tutele concrete per tutta la comunità scolastica». «Sono sbigottito» replica al Centro il dirigente scolastico, Attilio D’Onofrio. «Il ragazzo si è presentato da me con la madre, illustrandomi la situazione» racconta il preside. «A quel punto ho parlato sia con il docente in questione, che peraltro ha una lunga esperienza, sia con la classe. Pensavo che la cosa fosse rientrata senza particolari problemi».
Al centro della questione, a detta di D’Onofrio, «ci sono elementi afferenti a normali dinamiche di classe, nulla di più. Per aprire un procedimento disciplinare servono elementi concreti, che in questo caso specifico non ho ravvisato. Peraltro gli studenti dell’Uds sanno che la mia porta è sempre aperta per qualsiasi tipo di confronto, come è accaduto in molte altre circostanze, ma non in questa. Infine», annota il preside, «mi si chiede di adottare un protocollo antimolestie che praticamente nessuna scuola ha attivo, ma che sarà comunque proposto agli organi collegiali deputati».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

