Ospedali, è emergenza medici: la Asl richiama chi è in pensione

Nei presidi di Sulmona e Castel di Sangro sono dieci gli specialisti tornati a indossare il camice Il manager. Costanzi: «Contratti di collaborazione destinati a durare in attesa delle nuove assunzioni»
SULMONA. Sono dieci i medici in pensione richiamati dalla Asl 1 per contratti di collaborazione nei presidi ospedalieri di Sulmona e Castel di Sangro. L’azienda sanitaria, per far fronte alla cronica carenza di organico, continua a contare sulla collaborazione dei sanitari in quiescenza che tornano a indossare il camice con un contratto a termine, il tempo necessario per reclutare nuovi medici. L’ultimo contratto è stato siglato nei giorni scorsi con un medico di emergenza-urgenza che darà manforte all’ospedale altosangrino.
Nell’ospedale dell’Annunziata il ritorno in corsia dei medici in pensione si tocca con mano nel pronto soccorso, dove una dottoressa, a novembre, era stata minacciata di morte dal parente di un’anziana poi deceduta. Medici in quiescenza in servizio anche in pediatria, ostetricia-ginecologia e radiologia. «Rimarranno questi contratti solo per i casi in cui non si riescono a reperire sanitari dopo avvisi e/o concorsi», precisa il direttore generale della Asl 1 Paolo Costanzi, il quale ricorda che, per il pronto soccorso dell’ospedale peligno, la commissione nominata sta verificando le domande pervenute per poi fare i colloqui. «Speriamo nell’esito positivo. Qualora ciò dovesse accadere ovviamente i contratti di collaborazione individuali esistenti verranno cessati», aggiunge Costanzi che conferma il piano di assunzioni per l’ospedale sulmonese. Ai due medici in corsa per il 118 e il pronto soccorso, si aggiungono gli avvisi banditi per il reclutamento di un ginecologo, ortopedico e radioterapista. Già reclutato un cardiologo mentre si attende il via libera del Ministero per l’impiego di specializzandi nel punto nascita che continua a brillare sul fronte chirurgico mentre è chiamato a fare i conti con il generale calo delle nascite che nel 2025 ha fatto registrare il record negativo in città. Solo 97 sono stati i parti messi a registro. «In itinere, altre assunzioni in programmazione per il 2026/2028, che sto chiudendo entro il 31 gennaio, per far fronte a scoperture per pensionamenti programmati», conclude Costanzi che si sta muovendo per evitare ulteriori defezioni nei reparti ospedalieri in affanno. Intanto si è chiusa la gara per l’acquisto di nuovi mezzi d’emergenza. Un avviso pubblico che consentirà di dotare il parco mezzi aziendale di 14 ambulanze nuove. Un argomento delicato se si considera che lo scorso novembre un bimbo di 10 anni era arrivato con quattro ore di ritardo in ospedale rischiando la vita. Il padre era stato costretto a bussare alle porte di un’associazione perché le due uniche ambulanze erano impegnate su altre emergenze. Un disagio destinato ad allenarsi con l’aggiudicazione della gara pubblica.
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