Falsi documenti per legalizzare i clandestini: in 12 a giudizio

Saranno processati a febbraio 2016 con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata al traffico e al favoreggiamento dell'ingresso illegale nello Stato italiano di cittadini extracomunitari
AVEZZANO. Dodici persone, tutte residenti nella Marsica, sono state rinviate a giudizio dal giudice per l'udienza preliminare del tribunale di Avezzano, Maria Proia, con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata al traffico e al favoreggiamento dell'ingresso illegale nel territorio dello Stato di cittadini extracomunitari. I fatti si riferiscono agli anni 2009/2010 quando furono analizzate dalla Questura dell'Aquila centinaia di richieste di assunzioni di cittadini extracomunitari. Gli imputati, tra cui un titolare di un'agenzia di pratiche amministrative e intermediari che in associazione hanno procacciato datori di lavoro compiacenti, chiedevano ai 137 migranti, tutti provenienti da Marocco, Pakistan e Bangladesh, somme di denaro dai 500 a 3.000 euro per la produzione di false certificazioni per entrare e soggiornare nel territorio nazionale. Il processo è stato fissato per il 18 febbraio del 2016 davanti al collegio del tribunale di Avezzano. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Antonio Pascale, Roberto Verdecchia, Mauro Ceci, Rita Barbara, Anselmo Del Fiacco, Leonardo Cascere e Andrea Tinarelli.

