+++ Famiglia nel bosco, il tribunale: «Catherine non si fida, è ostile e squalificante. Ha frequenti scatti d’ira» +++

--- LA MAMMA ALLONTANATA --- È uno dei passaggi dell'ordinanza del Tribunale dei minori dell'Aquila che cita gli educatori della casa famiglia dove sono ospitati la mamma e i figli del bosco che oggi ha deciso di allontanare: “La sua presenza è ostativa agli interventi programmati”
L’AQUILA. "Catherine è spesso ostile e squalificante, deride i nostri tentativi di trovare un punto di incontro e/o le nostre spiegazioni. Non si fida di nessuno e ciò influenza i bambini che a suo dire sono arrabbiati con tutti perché vogliono tornare a casa". È uno dei passaggi dell'ordinanza del Tribunale dei minori dell'Aquila che cita gli educatori della casa famiglia dove sono ospitati, dal 20 novembre scorso, la mamma e i figli del bosco che oggi ha deciso di allontanare. "Gli sviluppi successivi - scrivono i giudici - hanno peraltro evidenziato che la persistente e costante presenza materna è gravemente ostativa agli interventi programmati e pregiudizievole per l'equilibrio emotivo e l'educazione dei minori".
In una relazione citata dal Tribunale, si spiega che "la madre manifesta frequenti scatti d'ira", è "oppositiva alle indicazioni del personale e utilizza modalità comunicative svalutanti nei confronti delle educatrici, spesso alla presenza dei figli e degli altri minori, i quali hanno verbalizzato disagio e tensione". Gli educatori segnalano un episodio nel quale la donna si sarebbe rifiutata di rientrare nel proprio appartamento, pretendendo di dormire nella stanza dei figli "mostrando un atteggiamento marcatamente oppositivo e non collaborativo che siamo stati costretti ad assecondare". Ancora, sottolinea la relazione, "la madre non rispetta più la nostra regola di svolgere gli incontri protetti con il padre e ultimamente con nonna e zia materna, all'interno della struttura, nello spazio neutro o in alternativa all'esterno, ma su una ampia terrazza posteriore all'ingresso, lontana dalle telecamere e dai giornalisti. Il problema è costituito dalla presenza costante di giornalisti all'esterno della struttura, con telecamere e obiettivi puntati all'interno del cortile, situazione che genera un ulteriore fattore di stress per tutti i minori ospiti, limitando anche la fruizione degli spazi esterni per tutelarne la privacy". L'ultima relazione citata dai giudici, e datata 26 febbraio, "comunica l'ulteriore intensificazione degli interventi ostativi della madre avvenuta nella settimana successiva". "Catherine - sottolinea il Tribunale - ignora totalmente i ruoli e le figure professionali presenti all'interno della comunità, decidendo e attuando in maniera del tutto autonoma e contraria alle direttive, spiegate più volte, rispetto alle sue modalità di collocamento".

