Strage di lupi, Ris degli animali in azione

Lo speciale reparto per la medicina forense veterinaria analizza le esche imbottite di veleno, caccia al Dna dei killer
PESCASSEROLI
Si cerca la prova per incastrare chi ha provocato la strage di lupi in Abruzzo. I carabinieri forestali, su disposizione della Procura di Sulmona, che coordina le indagini, hanno inviato i sacchetti di plastica repertati dal nucleo antiveleno nei laboratori specializzati di Grosseto al fine di isolare eventuali tracce di Dna. Si tratta di un reparto investigazioni scientifiche particolare: il Ris degli animali.
LA CACCIA AI BRACCONIERI
Gli inquirenti, dopo aver cercato le prime impronte sulle buste in cui era contenuto il veleno, vogliono andare a fondo per risalire al Dna degli autori dell’attacco alla natura. Operazione che si annuncia complicata, secondo gli investigatori. I responsabili dell’uccisione degli animali potrebbero aver utilizzato dei guanti per inserire nei sacchetti di plastica i bocconi conditi al veleno. Tuttavia non si può escludere qualche passo falso. Per questi le buste sono state mandate a Grosseto nel reparto investigazioni scientifiche, ossia il Ris degli animali. Si tratta del Centro di referenza nazionale per la medicina forense veterinaria che si occupa di sviluppare tecniche di laboratorio per il rilevamento delle sostanze tossiche utilizzate a scopo doloso. Gli esperti dovranno risalire, attraverso esami sofisticati, alle cause che hanno provocato la morte di un animale. Un reparto che già con l’uccisione dell’orsa Amarena era stato chiamato in causa.
VELENO KILLER
A isolare il veleno, utilizzato da ignoti per compiere la strage, sono stati gli esami di laboratorio che hanno permesso agli inquirenti di stabilire le modalità di uccisione degli animali. Il fitofarmaco si trovava all’interno di una busta assieme alla carne impiegata per confezionare le esche. Una trappola pianificata con estrema crudeltà che ha trasformato i sentieri montani in uno scenario di disastro ecologico. Le analisi tossicologiche eseguite sui campioni prelevati tra i comuni di Pescasseroli e Alfedena hanno identificato con precisione l’arma del delitto nei fitofarmaci, ovvero pesticidi agricoli di facile reperibilità ma letali se ingeriti. I veleni sono stati inseriti con cura all’interno di bocconi di carne poi sigillati in sacchetti di plastica, una modalità di confezionamento che non lascia spazio a dubbi sulla natura premeditata del gesto volto a sterminare i predatori.
LA PISTA
Sul fronte investigativo non si esclude alcuna ipotesi. Al momento s’indaga tra gli allevatori. Confagricoltura ha espresso una ferma condanna, rimarcando il danno per il comparto già messo a dura prova.
LUPI ALL’ASSALTO
«Due notti fa l’ultimo assalto dei lupi a Pescasseroli», nel cuore del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, mentre «nei giorni scorsi i lupi avevano colpito a Magliano de’ Marsi». A Pescasseroli sono stati uccisi un cavallo e un vitellino. A riaccendere i riflettori è Dino Rossi del Cospa Abruzzo, comitato di agricoltori e allevatori. «Dobbiamo anche tutelare gli allevatori e i cittadini che hanno paura a uscire di casa. Nessuno ci pensa a questo» denuncia Rossi.
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