Federico lancia la sfida alla Casini: «Con lei un lockdown della città»

L’ex primo cittadino e coordinatore della Lega accusa e punta a guidare la coalizione di centrodestra: «Cinque anni fallimentari, pur di mantenere la poltrona è venuta a patti con il rivale Di Masci»
SULMONA. «Il vero lockdown a Sulmona non lo ha causato il virus ma il sindaco Annamaria Casini che in cinque anni di amministrazione ha provocato solo danni alla città. Altro che bilancio positivo». All’indomani del consuntivo di fine anno fatto dal sindaco Casini sulle pagine del Centro – si è anche detta disponibile ad affrontare un secondo mandato a Palazzo San Francesco – l’attuale responsabile provinciale della Lega, Fabio Federico, interviene per smontare pezzo per pezzo le iniziative e i progetti rivendicati dal sindaco nel corso del suo mandato, giunto a pochi mesi dal termine. Secondo i più informati, Federico sarebbe uno dei candidati più accreditati del centrodestra a ricoprire il ruolo di primo cittadino alle prossime elezioni.
«Il sindaco dice di aver lottato contro Asl e Regione per ottenere più personale e più servizi per l’ospedale di Sulmona, dimenticando che è stata lei ad avallarne il declassamento da presidio di primo livello a ospedale di base», attacca Federico, «non ha svolto alcun controllo sulle aziende partecipate, permettendo una gestione allegra e clientelare. Ha distrutto i trasporti urbani che non esistono più. Altro che centro storico e salotto della città: le strade comunali sono un percorso di guerra, con buche dappertutto e transenne lasciate da anni davanti ai palazzi del centro storico, che versano nel più assoluto degrado».
E, ancora: «Per non parlare di quello che ha combinato in Comune, distruggendo completamente la macchina amministrativa», va giù duro l’ex sindaco, «tutti i dipendenti si lamentano e nessuno è contento di come vanno le cose. Per non parlare delle continue crisi politiche che hanno caratterizzato l’intero mandato. Pur di mantenere la poltrona è venuta a patti con il suo avversario alle ultime elezioni Bruno Di Masci, dando vita a una maggioranza arrabattata e senza anima. Emblematico quello che è successo nell’ultimo consiglio comunale, durante il quale, nonostante la rilevanza degli argomenti trattati e così come avviene ormai da qualche tempo, nessun consigliere di maggioranza ha preso la parola limitandosi solo ad alzare la mano per approvare».
Federico punta poi il dito sul continuo spopolamento della principale città peligna (meno 1.643 residenti), con gli abitanti appena superiori a 23mila unità. «È il sintomo di una profonda crisi cui il suo governo cittadino non è stato in grado di fornire risposte concrete», incalza l’esponente della Lega, che contesta anche il modo con cui il Comune ha portato avanti la gestione del patrimonio e i contenziosi con i cittadini morosi. «La piscina affidata a gente di fuori, chiusa da un anno e in completo degrado, l’area camper data in gestione a forestieri, così come le mense delle scuole», conclude l’ex sindaco, «scuola di tennis chiusa, come chiuso e smantellato il ristorante dell’Incoronata senza tentare di arrivare a una transazione. Sono stati cinque anni di fallimento totale, altro che l’inizio di una nuova era per Sulmona».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

