Flash mob e concerti per salutare il Pride

26 Giugno 2021

La settimana di incontri sui temi dell’omosessualità chiude con una serie di eventi al Parco del Castello

L’AQUILA. Si conclude oggi all’Aquila la Pride Week, la manifestazione incentrata sui temi dell'orgoglio e dei diritti della comunità Lgbt+ che, in sette giorni, ha toccato tutte e 4 le province abruzzesi. L'appuntamento è al Parco del Castello, che ospiterà per tutta la giornata, nel rispetto dei protocolli anti Covid, un flash mob con spettacoli, performance e musica live. Il Pride abruzzese – giunto alla 2ª edizione e organizzato da un coordinamento di 8 associazioni: Arcigay Chieti Sylvia Rivera; Arcigay L’Aquila – Massimo Consoli; Arcigay Teramo; Jonathan - Diritti in Movimento; La Formica Viola; Marsica Lgbt; Mazì – Arcigay Pescara; Presenza Femminista – è iniziato domenica scorsa sul Gran Sasso, a Campo Imperatore, con una bandiera arcobaleno – realizzata da Anna Barile per il circolo Arci Querencia – che oltre 30 volontari hanno posizionato nei pressi del Rifugio Duca degli Abruzzi.
RICORDO DI COLAPIETRA. Uno degli eventi di avvicinamento al flash mob di oggi è stato un incontro dedicato alla figura di Karl Heinrich Ulrichs, scrittore, poeta e giurista tedesco pioniere del primo movimento omosessuale. A ripercorrere le tappe della vita e della produzione letteraria di Ulrichs sono stati gli studiosi Enzo Cucco, Michael Lombardi-Nash, Ivan Vieta e il professor Raffaele Colapietra. Nato ad Aurich nel 1825, di formazione umanista e liberale, Ulrichs fu il primo vero attivista che si battè pubblicamente per il riconoscimento dei diritti degli omosessuali e per abolire le leggi che punivano i rapporti omosessuali. Dopo essersi “autoesiliato” dalla Prussia, si trasferì in Italia e trascorse all’Aquila gli ultimi anni di vita sotto la protezione del marchese Nicolò Persichetti, con cui condivideva la passione per il latino. Morì e venne sepolto all'Aquila nel 1895.
ARCIGAY CONSOLI. «L’Arcigay Massimo Consoli L’Aquila è orgogliosa di essere parte di questa rete che contribuirà anche a rafforzare il lavoro che tutte le attiviste e gli attivisti svolgono quotidianamente per chiedere riconoscimento e pari dignità» afferma Patrizia Passi, presidente del circolo aquilano. «Le associazioni sono innanzitutto presidi sul territorio, dei punti di riferimento a livello sociale perché forniamo supporto psicologico o legale. Siamo un legante della comunità Lgbt perché ancora ci si sente tanto soli e sole». (ro.ciu.)
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