Fondi fotovoltaico, 7 a processo

16 Febbraio 2016

In aula la vicenda dell’impianto mai realizzato nel Carseolano. Tra gli imputati il prof Scrimaglio

L’AQUILA. Approda in un’aula di tribunale la vicenda che vede imputate sette persone per l’utilizzo di fondi pubblici (250mila euro) per un impianto fotovoltaico – mai realizzato – nella zona del Carseolano.

Imputati nel procedimento, con l’accusa di concorso in malversazione a danno dello Stato, sono Luigi Cupillari, aquilano, all’epoca dei fatti amministratore delegato del Cofidi; Renato Scrimaglio, presidente dell’ex cda del Cofidi; Giuliano Marchetti, di Roma, già presidente del collegio sindacale del Cofidi; Enzo Simeoni, 76 anni, reatino, gestore di fatto della spa Agricola reatina; Sirio Zarrella, di Petruro Irpino (Avellino), amministratore all’epoca dei fatti della spa Agricola reatina; Giorgio Marchi, milanese, consigliere del cda del Cofidi.

Cupillari, Scrimaglio, Marchetti e Marco Longobardi, 42 anni, di Vico Equense, sono accusati di falso, per aver formato il verbale dell’assemblea straordinaria del Cofidi «ideologicamente falso» con cui si nominava un componente del cda, affermando che era presente e accettava la carica; inoltre si dava atto «falsamente» della presenza di un altro personaggio come socio dell’Agricola Reatina.

L’accusa a carico dei principali imputati riguarda l’utilizzo di fondi del ministero del Tesoro, erogati al consorzio di garanzia Cofidi dell’Aquila, e impiegati per finanziare la spa Agricola Reatina per la realizzazione di un impianto fotovoltaico a Carsoli. L’impianto non è mai stato realizzato e i fondi, che non potevano essere destinati per finanziamenti diretti, sono stati invece collocati attraverso bonifico su un fondo di garanzia depositato in banca per essere affidati alla società con sede a Roma. L’accusa (il pm titolare è Stefano Gallo) sostiene che i 250mila euro non sono stati destinati alla finalità di pubblico interesse per cui erano stati concessi. La difesa sostiene, invece, che la somma non è stata impiegata ed è tornata indietro. ©RIPRODUZIONE RISERVATA