«Fondi per la cultura nessuna discriminazione»

10 Gennaio 2016

L’AQUILA. «Una polemica eccessiva. Il regolamento comunale è di un anno fa e cerca anche di far emergere le realtà poco conosciute». L’assessore comunale Betty Leone replica alle accuse sulle...

L’AQUILA. «Una polemica eccessiva. Il regolamento comunale è di un anno fa e cerca anche di far emergere le realtà poco conosciute». L’assessore comunale Betty Leone replica alle accuse sulle modalità con cui vengono erogati i fondi alle associazioni culturali cittadine. Accuse lanciate da Antonio Lattanzi e da Maurizio Fischione, che hanno definito il provvedimento una sorta di spartiacque, fra cultura di serie A e serie B: «Chi parla», spiega Leone, «dimostra di non conoscere bene il regolamento, che peraltro è stato approvato dalla giunta e dal consiglio comunale un anno fa, dopo un percorso di condivisione con tutti gli enti culturali. La novità sostanziale è che il contributo ordinario annuale viene assegnato a cinque istituzioni culturali ormai consolidate, che già ricevono il Fus, il fondo unico per lo spettacolo, e quindi hanno progetti verificati dal ministero, un valore artistico riconosciuto per la loro storia e danno lavoro ai propri dipendenti. C’è differenza, dunque, con il resto dell’associazionismo locale. Ma che comunque non intendiamo affatto discriminare. Anzi, il nostro obiettivo è fare in modo che le istituzioni maggiori siano un veicolo per far crescere le realtà più piccole». Tra le critiche mosse da Lattanzi e Fischione, quella della discrezionalità nell’assegnazioni dei contributi: «C’è una commissione esterna di esperti» precisa Leone «che valuta i progetti secondo criteri ben definiti, proprio per evitare la discrezionalità. Le associazioni che non beneficiano del contributo ordinario, possono fare richiesta per quello straordinario, presentando i loro programmi, che saranno valutati da un’altra commissione. In questo modo, si cerca di far emergere anche le realtà meno conosciute, ma che hanno progetti validi e ritenuti di pubblica utilità. Infine, è stato introdotto il turn-over e la stessa associazione non può avere il sostegno per due anni consecutivi. Si tratta di soldi pubblici, che non sono fissi e vanno giustificati».

Romana Scopano

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