Fonte Vetica, in aula il no all’archiviazione

La Stazione Ornitologia Abruzzese si oppone alla richiesta del pm per l’incendio alla rassegna ovini
L’AQUILA. La Stazione Ornitologica Abruzzese (Soa), difesa dall'avvocato Fausto Corti, ha confermato ieri, durante l'udienza davanti al gip, Guendalina Buccella, l'opposizione alla richiesta di archiviazione avanzata dal pm sulle indagini riguardanti l'incendio di agosto 2017 a Fonte Vetica-Campo Imperatore il giorno della Rassegna degli ovini, per le questioni attinenti le eventuali responsabilità da parte di organizzazione ed enti coinvolti a vario titolo.
Il procedimento, diverso da quello relativo ai campeggiatori, che avevano provocato il vasto incendio, era nato da un esposto dell'Associazione, che aveva sollevato forti dubbi sulle modalità organizzative, a partire dalla mancanza di Valutazione di incidenza ambientale in pieno Parco nazionale, sito di interesse comunitario e zona di protezione speciale, per un evento con 30.000 persone. «Il pubblico ministero, nonostante la polizia giudiziaria avesse riscontrato pesanti anomalie e segnalato al magistrato quelle che apparivano gravi omissioni da parte di responsabili di strutture pubbliche», afferma l’Associazione, «con uno scarno provvedimento di una pagina ha chiesto l'archiviazione, sostenendo che non vi fossero elementi per accertare responsabilità di altri soggetti per quanto accaduto. La Soa a quel punto ha consultato tutti gli atti d'indagine e ha presentato, il 25 giugno 2018, una corposa e dettagliata opposizione all'archiviazione, sostenendo che non sono state rispettate almeno 5 norme/piani centrali per quanto riguarda sia la corretta organizzazione e gestione degli eventi sia la mitigazione-prevenzione dei potenziali impatti ambientali, con conseguenze rilevanti per quanto riguarda la prevenzione e la gestione degli incendi. Non solo manca una richiesta formulata nei termini di legge, ma manca anche la specifica e connessa autorizzazione», sostiene la Soa. «A mero titolo di esempio, la circolare Gabrielli imponeva una lunga serie di obblighi, tra cui: piani di emergenza, soprattutto per l'anti-incendio, sopralluoghi preventivi, verifica delle vie di fuga e di immediato intervento, la necessità di altoparlanti per invitare i partecipanti a comportamenti adeguati, ripartizione delle aree, indice/limiti di affollamento. Prevedeva servizi di security indispensabili secondo la circolare, balzano agli occhi quelli relativi al personale di prevenzione, che doveva essere espressamente previsto (in questo caso per far spegnere i fuochi non autorizzati, come quello da cui è partito l'incendio). Ma il servizio antincendio consisteva, solo nella parte del parcheggio, in 4 estintori a mano».

