Forcona, la cattedrale rinasce con lo studio 3D

L’AQUILA . C’è gran fermento in questi giorni intorno all’antica cattedrale di Forcona, a Civita di Bagno, sede di diocesi prima della fondazione dell’Aquila. Tecnici e docenti delle università dell’A...
L’AQUILA . C’è gran fermento in questi giorni intorno all’antica cattedrale di Forcona, a Civita di Bagno, sede di diocesi prima della fondazione dell’Aquila. Tecnici e docenti delle università dell’Aquila e Firenze stanno facendo delle rilevazioni attraverso laser scanner per ricostruire in 3D lo storico edificio sacro. Il lavoro è portato avanti col fondamentale contributo del Dipartimento di scienze umane nell’ambito dell’iniziativa “Decodificare l’architettura: rilievo e lettura archeosismologica della città dell’Aquila”. Scienze umane ha ottenuto tempo fa un finanziamento dal Miur come “Dipartimento di eccellenza 2018/2022”. Prima dell’avvio dei lavori l’area è stata ripulita grazie a un cittadino di Bagno, Gabriele Ferrauto. Il materiale di risulta sarà rimosso dall’Asm. Il tutto è stato autorizzato dalla diocesi, proprietaria dell’area, e dalla soprintendenza. Nel corso dei lavori di ripulitura sono emersi problemi statici ai pochi elementi ancora in piedi tanto che l’ex consigliere comunale Tonino De Paolis, che ha dato una mano a livello logistico agli esperti che stanno lavorando alla scansione in 3D dell’antica cattedrale, chiederà alle autorità competenti un intervento di messa in sicurezza per evitare che le parti ancora “leggibili” vadano in rovina. Qualche anno fa era stato lo stesso De Paolis a lanciare l’idea di ricostruire materialmente e non solo virtualmente l’antica cattedrale di Forcona, i cui ruderi sono ben visibili lungo la strada statale 5 bis all'altezza della frazione di Civita di Bagno, a fianco alla chiesa edificata negli anni Trenta del secolo scorso e gravemente danneggiata dal sisma del 2009.
MILLE ANNI DI STORIA. La cattedrale, secondo fonti attendibili, è stata edificata mille anni fa, tra il 1060 e il 1077 dal vescovo dell'epoca, Raniero (poi fatto santo e oggi patrono di Civita di Bagno) e dedicata a San Massimo, uno di primi martiri cristiani ucciso nel III secolo a Fossa (all'epoca Aveia). Fu utilizzata fino alla metà del XIII secolo quando la sede vescovile fu trasferita all'Aquila nella città appena fondata.
RESTI IMPONENTI. A Civita di Bagno, dell'antica cattedrale sono oggi visibili resti imponenti. Raccontano gli storici locali che nell'Ottocento, il periodo di massimo abbandono, fu utilizzata come cimitero e addirittura come discarica. Poi negli anni Settanta la Soprintendenza, sotto la guida di Mario Moretti (noto soprattutto per il restauro della basilica di Collemaggio) cercò di salvare il salvabile e furono riportati alla luce il presbiterio e la cripta. «Dai resti», si legge sul sito dell’Archeoclub, «si può dedurre che la chiesa era rettangolare, con l’interno a tre navate ad archi a tutto sesto retti da colonne scanalate; sulla parete sinistra una scala dava accesso a una cripta a tre navate, posta sotto il piano del presbiterio. La facciata esterna, che forse aveva un rosone centrale, presenta resti di una massiccia torre quadrata».
LA RINASCITA. La valorizzazione della cattedrale di Forcona sarebbe solo il primo passo per realizzare un vero e proprio parco archeologico nell'ex Comune di Bagno. Il lavoro delle università dell’Aquila e Firenze si estenderà infatti anche ai ruderi della città romana a due passi dalla cattedrale. (g.p.)
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