Fratelli e cugini avvelenati dai funghi

22 Agosto 2019

In quattro finiscono in ospedale, uno è grave. Dai residui di cibo è stato accertato che sono stati confusi coi porcini

TAGLIACOZZO. Un’intera famiglia avvelenata dai funghi incautamente raccolti e consumati. Quattro persone, due fratelli e due cugini, tutti turisti romani, sono finiti al pronto soccorso. I medici li tengono sotto osservazione. Uno di loro in particolare ha sintomi più gravi perché ha mangiato un quantitativo maggiore. Spaghetti con i funghi che hanno rischiato di rovinare la vacanza.
CORSA IN OSPEDALE. Il gruppo si è presentato nel tardo pomeriggio di ieri al pronto soccorso dell’ospedale Umberto I di Tagliacozzo con gravi sintomi di avvelenamento, tra cui nausea, vomito, mal di pancia e vertigini. Sono stati immediatamente soccorsi e trasferiti all’ospedale di Avezzano. Qui i sanitari hanno allertato il centro antiveleni. Il personale medico ha eseguito degli accertamenti per capire la tipologia di fungo ingerito e la pericolosità.
LE IPOTESI. A tal proposito, è stato contattato il servizio ispettivo micologico dell’Asl provinciale e convocato per una consulenza il micologo Stefano Maggi. Il medico è andato in ospedale per raccogliere informazioni e per parlare con le persone intossicate al fine di capire quali funghi siano stati ingeriti. Inizialmente si pensava agli effetti della clitocybe olearia, scambiata con i comuni galletti. Invece il fungo denominato dell’ulivo è velenoso nonostante il suo bell’aspetto. Questo fungo se ingerito provoca intossicazioni di tipo gastrointestinale. Non è mortale ma è molto pericoloso. Molto dipende dalla quantità. Successivamente, però, anche attraverso l’analisi di alcuni residui di cibo, è stato accertato che il gruppo ha ingerito il cosiddetto boleto specioso, forse confuso con il porcino, e che può essere consumato solo dopo una adeguata cottura (va bollito a lungo). Per tale motivo gli esperti ne sconsigliano la raccolta.
MANGIATI A PRANZO. Stando a quanto raccontato all’arrivo in ospedale, uno dei quattro aveva raccolto nel corso della mattinata dei funghi riportati a casa per il pranzo. Sono quindi stati cucinati e mangiati. Dopo alcune ore sono però comparsi i primi sintomi e la situazione è diventata subito allarmante. Tutti quanti hanno cominciato ad accusare gli stessi malori e quindi hanno capito che cosa era accaduto. Si sono quindi precipitati al pronto soccorso dove è stato avviato tutto l’iter per il trattamento da avvelenamento. La persona che ha raccolto i funghi, sempre secondo il loro racconto, aveva sostenuto di conoscere bene i funghi, in particolare la specie raccolta. Invece così non è stato. Sicuramente non avevano fatto controllare i funghi al servizio micologico dell’Asl. Un’accortezza che può salvare la vita visto che anche ai più esperti può capitare di sbagliare o di confondere un solo fungo con altri.
SERVIZIO DI CONTROLLO. I raccoglitori occasionali infatti, per stare tranquilli, possono far controllare i funghi gratuitamente. L’Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, infatti, ha attivato il servizio di ispezione micologica a disposizione nei locali dell’ex ospedale di via Monte Velino ad Avezzano. Il servizio viene svolto da giugno a novembre e lo scopo è quello di assicurare una attività di controllo importante per tutto il territorio marsicano, dove sono centinaia i raccoglitori di funghi e, quindi, dove più facilmente potrebbero verificarsi conseguenze anche spiacevoli. Infatti, anche se quasi tutti gli appassionati sono in possesso dell’attestato di frequenza dei corsi micologici, previsti dalla normativa vigente per raccogliere funghi, si può facilmente incorrere in errori. Con lo sportello micologico, invece, in maniera del tutto gratuita, gli appassionati possono avere la certificazione di commestibilità da parte del micologo.
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