Frazioni nel degrado Il consiglio chiede l’impegno del sindaco

29 Maggio 2019

L’AQUILA. Viabilità, soprattutto dopo la nuova stazione ferroviaria; l’erba alta al cimitero, la scuola in totale abbandono, le discariche abusive di ingombranti, le piastre del Progetto Case vuote e...

L’AQUILA. Viabilità, soprattutto dopo la nuova stazione ferroviaria; l’erba alta al cimitero, la scuola in totale abbandono, le discariche abusive di ingombranti, le piastre del Progetto Case vuote e diventate luoghi di riparo per disperati e tossicodipendenti; l’ex Sercom inutilizzata; i capannoni abbandonati nella zona industriale; l’antenna in paese.
Sono i problemi di almeno una delle frazioni, nella zona Ovest del capoluogo, quella di Sassa e Pagliare di Sassa in particolare. Sono gli argomenti dibattuti e ri-portati all’attenzione del consiglio comunale – dopo il flashmob dello scorso 10 novembre –, nella seduta straordinaria dell’assise civica, aperta, alla quale hanno partecipato i rappresentanti di varie associazioni, che hanno anche firmato il documento che è stato presentato al consiglio comunale. Le associazioni che hanno sottoscritto il documento sono: Fr.azioni Fra.intese, Paesi Nostri, Italia Nostra, Slow Food, Circolo Legambiente, Pronatura L’Aquila, Rifiuti Zero Abruzzo, Circolo Querencia, Casematte 3.32, Comitato Oltre il Musp, Amiternum Onlus, Osservatorio Nord-Ovest, Archeoclub, Pro loco Coppito.
Il consiglio comunale è stato convocato su richiesta di diversi consiglieri – capo firmatario il capogruppo del Pd, Stefano Palumbo – e ieri mattina ha partorito un ordine del giorno nel quale si impegnano il sindaco, Pierluigi Biondi, e l’intero esecutivo, a intervenire per fermare il degrado nelle frazioni e elaborare e condividere con le varie associazioni un «piano di ricostruzione per le frazioni, che attualmente sono prive di prospettive», come ha sottolineato anche il consigliere comunale Angelo Mancini. «Qual è il destino dei tanti centri storici?», è stato chiesto al consiglio. Ci sono attività commerciali che hanno dovuto dimezzare le aperture a causa della costruzione della nuova stazione ferroviaria, con il relativo sottopasso, che ha tagliato fuori alcuni esercizi. L’ordine del giorno è stato approvato all’unanimità: ma è fin troppo semplice dire “sì, ci impegniamo a fermare il degrado sociale”. I cittadini, però, ora chiedono i fatti.
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