Fucino. Braccianti costretti nei campi a 40 gradi

Scoperta una squadra di circa venti operai impegnata nella manovalanza a temperature roventi. La denuncia della Flai Cgil
LUCO DEI MARSI
Lavoro rovente e diritti calpestati. Questo emerge dalla nuova denuncia all’ispettorato dell’Aquila dopo la “ronda” sindacale del segretario provinciale aquilano di Flai Cgil Luigi Antonetti. La scoperta alle 14 di ieri. Il termometro segnava la temperatura record di 40 gradi. Un’afa insostenibile per chiunque, illegale agli occhi della normativa sulla sicurezza nei campi. Eppure una squadra di circa venti braccianti agricoli era regolarmente impegnata nella manovalanza di raccolta.
Operai costretti a spaccarsi la schiena su un appezzamento lungo Strada 40, nel territorio del comune di Luco dei Marsi.
L’illecito è stato immortalato da Antonetti nel corso di uno dei consueti monitoraggi del "sindacato di strada". Un’attività preventiva e deterrente con cui l’organizzazione presidia il territorio per contrastare lo sfruttamento e verificare le condizioni di salute dei lavoratori. Di fronte alla scena “cocente” il sindacalista è intervenuto in maniera formale, presentare formale denuncia all’ispettorato del lavoro. L'episodio ribadisce una piaga che la Flai Cgil denuncia da tempo. «Non si può aspettare che succeda la tragedia», ha dichiarato con fermezza il segretario Antonetti, sottolineando l’urgenza di interventi strutturali e di controlli più serrati per fermare quella che si configura come una vera e propria scommessa sulla pelle dei lavoratori. La denuncia non arriva dal nulla. Al contrario si inserisce in un contesto di forte mobilitazione. Solo pochi giorni fa, infatti, erano state le “Brigate del lavoro” di Cgil e Flai Cgil a lanciare l’allarme nella piana del Fucino. Una squadra d’intervento a domicilio, impegnata nella distribuzione di acqua, cappellini e materiale informativo sui pericoli dei colpi di calore. Soprattutto, un osservatorio qualificato che ha cercato di mappare le aziende che violano le ordinanze regionali e i contratti collettivi. Le Brigate avevano già segnalato diverse irregolarità legate al mancato rispetto dei turni di riposo e all’assenza di tutele minime.
L’episodio di Luco dei Marsi riaccende l’attenzione sui rischi mortali legati alle temperature estreme. Specie in una fase estiva segnata da valori termici straordinari. La palla passa ora agli ispettori per fare luce sui responsabili.
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