Fucino, rimborsi negati per alluvione e grandine

3 Ottobre 2019

Danni per 17 milioni su oltre 4mila ettari, ma erano «avversità assicurabili» La Regione chiede al ministero le agevolazioni previdenziali e sui prestiti

TRASACCO. Niente risarcimento per gli agricoltori del Fucino danneggiati dai due violenti eventi meteorologici di luglio che hanno distrutto migliaia di ettari di colture per un danno globale di oltre 17 milioni di euro. La giunta regionale “certifica” il quadro dei pesanti danni subiti da oltre 4mila ettari di colture nei 5 comuni di Trasacco (10 luglio), Avezzano, Celano, Cerchio, Aielli (28 luglio) letteralmente sommerse da grandine e piogge torrenziali, ma, essendo «avversità assicurabili» peseranno soltanto sulle spalle degli agricoltori. Le uniche agevolazioni possibili chieste dall’esecutivo abruzzese nell’atto inviato al ministero delle Politiche agricole riguardano prestiti ad ammortamento quinquennale per il 2019 e 2020 con tasso agevolato; proroga delle agevolazioni di credito agrario; agevolazioni previdenziali.
«Per le grandinate e le piogge torrenziali, essendo inserite nel piano di gestione dei rischi in agricoltura, come avversità assicurabile», recita la delibera, «non ricorrono le condizioni per invocare gli interventi compensativi».
Una doccia fredda, quindi, per i proprietari dei 1.400 ettari di Trasacco, nonché dei 2.875 degli altri quattro comuni: oltre il 30% dell’intera piana fucense. «Confidiamo nel governo nazionale per le facilitazioni contributive e fiscali», afferma Stefano Fabrizi, direttore di Confagricoltura, «visto che le norme non consentono il risarcimento dei danni causati dalle piogge e le grandinate. Un plauso, comunque, va agli organi politici e ai tecnici del dipartimento agricoltura per la celerità nelle procedure per il riconoscimento dello stato di calamità generato dal doppio evento meteorologico che ha provocato danni a un settore trainante dell’economia fucense e non solo».
Il peso del disastro delle colture del mese di luglio, però, resta tutto sulle spalle degli imprenditori agricoli e degli operai stagionali: le lungaggini della burocrazia, infatti, non favoriscono le assicurazioni, mentre per la forza lavoro che si occupa della raccolta delle colture agricole non è previsto il ricorso agli ammortizzatori sociali. Sulla questione, all’indomani degli eventi nefasti, il presidente di Confagricoltura, Fabrizio Lobene, esortò l’assessore regionale all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, ad «aprire velocemente un tavolo di confronto con l’Agea, per ottenere risultati concreti per la velocizzazione delle procedure nel campo delle assicurazioni», mentre il segretario della Flai-Cgil, Marcello Pagliaroli, solidale con gli imprenditori danneggiati, esortò la Regione a «prevedere risorse per il recupero del salario perduto nella richiesta di stato di calamità naturale».
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