Furbetti del cartellino: 7 pagano, prosciolti in 11

Gli impiegati devono restituire fino a 8.500 euro, ma non vi fu danno d’immagine Cadono le accuse per la dirigente Sorrentino e per l’ex segretario Santopaolo
SULMONA. Sette condannati e undici prosciolti. Finisce in questo modo il procedimento avviato dalla Corte dei Conti nei confronti di diciotto dipendenti del Comune di Sulmona finiti sotto inchiesta per assenteismo. La sentenza è stata notificata ieri a distanza di quasi un anno dalla prima camera di consiglio. I giudici contabili, nel provvedimento di 115 pagine, hanno ravvisato responsabilità per sette dipendenti comunali che dovranno risarcire l’Ente con un importo che oscilla da 500 a 8.500 euro. Ma non vi fu danno d’immagine. Sono esenti da ogni responsabilità erariale gli altri undici dipendenti che erano stati chiamati a rispondere del loro comportamento davanti alla Corte dei Conti. Questi i nomi e le rispettive richieste risarcitorie dei 18 dipendenti comunali citati a giudizio dalla Corte dei Conti: Marco Chiavari, Patrizia Ciniglio, Rosanna D’Aurelio, Giovanni Del Signore (10.049,55 euro), Armando Di Pietro (10.161,33), Antonella Di Placido (10.059,45), Sabrina Di Placido (10.212,40), Alessandro Ginnetti (10.254,80), Antonino La Porta (10.020,72), Rita Mastrangioli (10.512,75), Stefano Pezzella (10.815,69), Venanzio Piccoli (10.579,13), Mirella Santilli (10.057,45), Ivana Sfronsone (10.499,16), Anna Rita Spagnoli (10.337,75), Felicia Vanacore (10.327,31), la dirigente del secondo settore Filomena Sorrentino, alla quale viene contesta un danno erariale di 38.216 euro, e infine l’ex segretario comunale Gianpaolo Santopaolo, al quale la magistratura contabile ha chiesto un risarcimento di 70 mila euro. Gli undici prosciolti sono Rosanna D’Aurelio, Armando Di Pietro, Antonella Di Placido, Sabrina Di Placido, Alessandro Ginnetti, Rita Mastrangioli, Ivana Sfronsone, Anna Rita Spagnoli, Filomena Sorrentino, e il segretario generale Gianpaolo Santopaolo.
Tutti gli altri, come detto, dovranno rimborsare cifre da un minimo di 500 euro a un massimo di 8500 euro. Anche se i legali di alcuni dei dipendenti condannati, gli avvocati Alessandro Margiotta e Alberto Paolini, hanno annunciato di ricorrere in Appello.
Al momento resta aperto il processo penale a carico di sei persone come pure la parte disciplinare dell’inchiesta con il ricorso intentato dall’unico dipendente licenziato, Stefano Pezzella. Tutto è iniziato con un esposto fatto arrivare alla Guardia di finanza, in cui si evidenziava il cattivo comportamento di molti dipendenti comunali che erano soliti assentarsi illecitamente dal proprio posto di lavoro senza permesso, anche con un uso fraudolento del badge per il monitoraggio degli orari di entrata e di uscita dal lavoro. Dall’11 febbraio fino all’8 aprile 2016 a Palazzo San Francesco e dal 2 maggio fino al 13 giugno 2016, nella sede di via Pansa, quando il Comune era in mano al commissario prefettizio, i finanzieri si sono affidati a tre telecamere che hanno ripreso gli spostamenti dei dipendenti sia in entrata che in uscita dagli uffici. A conclusione delle attività risultavano coinvolti 44 dipendenti del Comune, 4 dipendenti della cooperativa Satic e 1 dipendente della Coop 2001. Ma col tempo le accuse per la stragrande maggioranza degli impiegati si sono sgonfiate.
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