Gargano (Città di persone) «Servono azioni positive per far restare i giovani»

L’AQUILA. «L’ultimo quadro dell’artista e attore aquilano, Claudio Marchione, racconta meglio di mille altre parole la nostra città». Si intitola: la vita che non si arrende. Lo mostra la presidente...
L’AQUILA. «L’ultimo quadro dell’artista e attore aquilano, Claudio Marchione, racconta meglio di mille altre parole la nostra città». Si intitola: la vita che non si arrende. Lo mostra la presidente dell’associazione “L’Aquila città di persone”, Roberta Gargano: una grande tela colorata che riproduce i simboli dell’Aquila, con la sua piazza principale che pullula di gente, le Anime Sante, il Duomo. In lontananza, anche qualche gru. E L’Aquila, con il grande albero in piazza Duomo, è finita anche nello spot nazionale dei vigili del fuoco, accanto a Roma, Milano, Firenze. Risplende, in tutta la sua bellezza. «Il Natale del decennale mi sembra così ben descritto nel quadro con il mercato, i preti nelle chiese, la vita», dice Gargano, che guida un’associazione che ha messo insieme commercianti, residenti e professionisti del centro storico nel segno di una rinnovata socialità. «Sono trascorsi dieci anni dal sisma, ma la città c’è, con forza e tenacia. Nonostante le grandi ferite lasciate dal terremoto, non è mai venuta meno la voglia di comunità. Gli aquilani, proverbialmente, sono un popolo litigioso, ma amano in modo viscerale i loro luoghi. Hanno un radicamento fortissimo al territorio. Il Natale 2019 è un po’ uno spartiacque: apre ad anni migliori e ci traghetta in una fase della vita della città diversa. È una porta che si apre, nel passaggio dalla ricostruzione materiale a quella immateriale».
Gargano sostiene come ci sia bisogno, «oggi più che mai, di politiche che sostengano la vita della comunità aquilana. La nostra città è di una bellezza straordinaria. Se riuscissimo a incanalare una serie di azioni positive, in prospettiva, daremmo alle nuove generazioni la possibilità di restare, di trovare lavoro e costruire una famiglia. Dobbiamo credere tutti insieme nella rinascita, di cui questo Natale è il simbolo più bello». La riapertura dei palazzi e dei cortili, il ritorno dei negozi in centro, nuove vetrine che si illuminano, giovani coppie che scelgono di prendere casa dentro le mura storiche. È questo, secondo Gargano, «l’aspetto più bello di una collettività in evoluzione. Prima del sisma, in parte eravamo assuefatti alla meraviglia di un patrimonio storico-architettonico di assoluta rilevanza. Oggi lo stiamo riscoprendo e assaporando di nuovo», dice Gargano. «La bellezza dell’Aquila è sempre stata un vestito dell’anima. Gli aquilani, dopo il sisma, sono diventati più rissosi, meno tolleranti, più inclini alle divisioni, in quanto feriti nel profondo e privati della normalità. In questi anni sono aumentati i contenziosi, è cresciuto il ricorso a terapie farmacologiche di supporto psicologico. È recuperando il senso di comunità, quell’abito di bellezza che vestiva tutti noi, che la città guarderà positivamente al futuro». (m.p.)
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