Gasdotto, un gigante da 167 km: attraverserà 19 comuni abruzzesi

Tutti i numeri della linea che va da Sulmona a Foligno: emissioni, dimensioni e territori attraversati A Case Pente è prevista la centrale di spinta ad alimentazione mista con torri e camino fino a 14 metri
SULMONA. La centrale di compressione e il metanodotto Sulmona-Foligno entro quattro anni potrebbero entrare in funzione. Ma come saranno? Dopo 14 anni di battaglie contro la loro realizzazione, nei giorni scorsi il consiglio dei ministri ha dato l’accelerata all’iter, annunciando che l’opera si farà entro il 2027 perché strategica alla luce delle conseguenze del conflitto bellico in Ucraina. La Russia infatti è pronta a chiudere i rubinetti che portano il gas in Italia. Bisogna quindi fare in fretta e trovare delle alternative tra le quali, per il governo italiano, c’è il metanodotto Sulmona-Foligno.
IL METANODOTTO
Sono 28 i comuni attraversati dal metanodotto, oltre a cinque province e quattro regioni. Il tracciato di ben 167,7 chilometri, con un diametro di un metro e venti, situato a cinque metri di profondità, attraverserà in Abruzzo 19 comuni: Sulmona, Pacentro, Roccacasale, Corfinio, Collepietro, Navelli, Caporciano, San Pio delle Camere, Prata d’Ansidonia, Fagnano Alta, San Demetrio ne’ Vestini, Poggio Picenze, Barisciano, L’Aquila, Pizzoli, Barete, Cagnano Amiterno e Montereale in provincia dell’Aquila, Popoli in provincia di Pescara. Nel Lazio passerà per Cittareale in provincia di Rieti; le città umbre di Cascia, Norcia, Preci, Sellano e Foligno in provincia di Perugia; nelle Marche Visso e Serravalle del Chienti in provincia di Macerata. L’opera incrocerà la linea ferroviaria adriatica, due autostrade, tre strade statali, 8 regionali e 12 provinciali. Secondo un primo calcolo Snam conta di realizzare lungo il metanodotto 19 impianti in corrispondenza dei punti iniziali e terminali, e due punti di lancio dei dispositivi per controllo e pulizia interna della condotta.
LA CENTRALE DI SULMONA
Sarà Sulmona la località più coinvolta del territorio. Snam, che conta di versare nelle casse dei Comuni circa 5 milioni di euro, assegnerà a Sulmona circa 3,2 milioni per centrale e metanodotto, 800mila euro all’Aquila, 500mila a Navelli e tra i 70mila e i 100mila ai restanti Comuni. A Sulmona, infatti, sarà realizzata in località Case Pente la centrale di compressione che, dalle notizie diffuse l’incontro tra il presidente della Regione Marco Marsilio, e i sindaci del territorio a palazzo Silone all’Aquila, dovrebbe avere un’alimentazione mista, con due motori elettrici e uno a metano. La centrale dovrebbe essere costruita con tre turbocompressori meccanici da undici megawatt l’uno, alti 10 metri, oltre a tre caldaie e a un camino di 14 metri. Secondo i dati che la Snam ha fornito in passato, per l’ossido di azoto le emissioni sarebbero di 18 chilogrammi all’ora, e per il monossido di carbonio di 24,5.
I COMITATI
Non è conclusa, secondo i comitati cittadini per l’ambiente e il coordinamento No hub del gas, la battaglia contro la realizzazione della centrale di compressione e il metanodotto Sulmona-Foligno. Mario Pizzola, Giovanna Margadonna e Riccardo Verrocchi, referenti dei comitati, chiedono a Marsilio di dare mandato agli avvocati della Regione di impugnare «il provvedimento con cui il governo ha schiacciato la democrazia e le sacrosante ragioni del territorio», e annunciano che «per il metanodotto deve ancora essere effettuato il fondamentale studio dell’Ingv lungo tutto il tracciato e, per la centrale, devono ancora essere eseguiti gli scavi archeologici preventivi». Gli ambientalisti ricordano inoltre che «la Soprintendenza ha affermato che già dalla ricognizione archeologica effettuata dalla Snam nel 2019, che ha individuato materiale archeologico antico sull’intera area di epoca italica e romana, si può ipotizzare una delocalizzazione dell’opera».

