Giovane ricorre al Tar contro il divieto della questura

18 Maggio 2021

SULMONA. Ha deciso che impugnerà il provvedimento davanti al Tribunale amministrativo regionale. Il giovane sulmonese Massimo Di Rocco, 26 anni, non ci sta ad accettare la decisione della questura...

SULMONA. Ha deciso che impugnerà il provvedimento davanti al Tribunale amministrativo regionale. Il giovane sulmonese Massimo Di Rocco, 26 anni, non ci sta ad accettare la decisione della questura dell’Aquila e tramite il suo avvocato Alessandro Tucci, che lo assiste, annuncia battaglia. Di Rocco si sarebbe reso protagonista di troppi episodi di violenza e la questura gli ha vietato di recarsi nei bar e nelle pizzerie del centro di Sulmona, pena la reclusione da sei mesi a due anni e la multa da 8.000 a 20.000 euro.
Il ricorso contro il Daspo urbano è motivato dal fatto che a carico del giovane esistono denunce per risse e aggressioni ma non ci sono precedenti giudiziari. Peraltro per uno dei tre episodi oggetto del provvedimento del questore aquilano, è stata emessa sentenza di assoluzione.
Per quella del 2015, la maxi-aggressione sul plateatico dell’Annunziata, sono state acquisite agli atti le remissioni di querela, mentre per un episodio analogo, avvenuto nel 2019, è ancora in corso l’indagine preliminare.
Un’altra assoluzione è arrivata anche dal giudice di pace per l’episodio di violenza avvenuto in un locale fuori dal centro storico. Mentre per gli altri gravi episodi e le risse di cui il ventiseienne viene accusato, tutti si trovano nella fase preliminare e per nessuno di questi è stata ancora emessa una sentenza.
Insomma, sempre secondo il legale del giovane, non ci sarebbero le motivazioni necessarie per un provvedimento così importante e “vessatorio” nei confronti del 26enne. Da qui la decisione di rivolgersi al Tribunale amministrativo regionale affinché il provvedimento venga annullato. (c.l.)
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