Giudice morta nel 2022, nuovi accertamenti su due cavi elettrici

22 Maggio 2026

A Roma si è tenuto un incontro tra il medico legale e i consulenti di parte, ecco tutti i dettagli

L'AQUILA. Si è svolto ieri pomeriggio a Roma un incontro tra i consulenti di parte, il medico legale Vittorio Fineschi e la Pm dell'Aquila Roberta D'Avolio, per i nuovi approfondimenti sul caso di Francesca Ercolini, la giudice molisana trovata morta nella sua casa a Pesaro il 26 dicembre 2022. La procura aquilana ha chiesto a Fineschi di approfondire un elemento nuovo emerso dalle indagini: due cavi elettrici, attaccati ad altrettante lampade.
Nel dettaglio, il pubblico ministero ha disposto un nuovo esame per capire se i segni che la giudice di Campobasso aveva sul collo, quando fu trovata senza vita, siano oppure no compatibili con quei fili elettrici. Nell'appartamento sono tornati qualche mese fa i Ris che, su indicazione della Procura, hanno dovuto ricostruire la scena al momento del ritrovamento.


Il medico legale che ha eseguito la nuova autopsia ha già depositato la sua relazione di 450 pagine, ma al termine dell'incidente probatorio svoltosi all'Aquila, la pm D'Avolio, titolare delle indagini, ha chiesto e ottenuto dal gip Marco Billi altri approfondimenti. L'incontro di ieri alla Sapienza di Roma tra tutti i consulenti di parte e Fineschi è stato comunque interlocutorio perché precede quello già fissato per il prossimo 8 giugno, sempre nella Capitale. Lì dove, al
Policlinico Umberto I, si trova la salma da un anno, da quando è stata riesumata nel cimitero molisano di Riccia. Nella nuova inchiesta ci sono sei indagati, tra i quali il marito della giudice e il medico legale che eseguì la prima autopsia. Le ipotesi di reato, a vario titolo, vanno dal depistaggio alla falsità ideologica fino alla violazione del segreto istruttorio.

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