L’Aquila

Giudice trovata morta, blitz nella villetta dei misteri: si indaga per omicidio

29 Giugno 2026

La pm della Procura dell’Aquila Roberta D’Avolio in trasferta a Pesaro per il caso della morte sospetta della giudice Francesca Ercolini, di 51 anni, trovata senza vita il 26 dicembre 2022 in circostanze misteriose

L’AQUILA. La pm della Procura dell’Aquila Roberta D’Avolio in trasferta a Pesaro per il caso della morte sospetta della giudice molisana Francesca Ercolini, di 51 anni, trovata senza vita il 26 dicembre 2022 in circostanze misteriose. La pm aquilana coordina le indagini sulla morte della giudice per cui si procede per omicidio.

I carabinieri del Ris di Roma sono tornati nella villetta di viale Zara, a Pesaro, dove fu rinvenuto il corpo senza vita della presidente della seconda sezione civile del tribunale di Ancona. Un nuovo sopralluogo di quasi 4 ore, che rientra nell’incidente probatorio disposto dalla Procura dell’Aquila. Eseguiti nuovi rilievi finalizzati a un’ulteriore ricostruzione della scena del decesso. Al termine delle operazioni, gli inquirenti hanno prelevato e portato via dall'abitazione alcuni oggetti, tra cui alcune coperte, un tappetino da ginnastica e semicerchi metallici grigi, compatibili tra loro e pesanti, che sono probabilmente pesi da palestra. La morte di Francesca Ercolini, inizialmente inquadrata come suicidio, è oggi al centro di una nuova inchiesta per omicidio. Secondo la prima ricostruzione la magistrata si sarebbe tolta la vita impiccandosi con un foulard di seta annodato alla ringhiera della scala interna dell'appartamento. A trovarla furono il marito, l’avvocato pesarese Lorenzo Ruggeri, e il figlio. All’arrivo dei soccorsi la donna era distesa a terra, priva di vita: il medico legale e gli investigatori avevano allora convenuto sul gesto volontario. L’ipotesi del suicidio ha però iniziato a vacillare dopo la seconda autopsia. La perizia di 450 pagine depositata dal professor Vittorio Fineschi pone seri dubbi sul gesto volontario: i segni sul collo della donna non risulterebbero compatibili con quelli che avrebbe lasciato la striscia di stoffa. Secondo chi indaga la versione più verosimile sarebbe quella di uno strangolamento, mentre la scena ricostruita nell’abitazione potrebbe essere stata simulata. Sulla compatibilità dei cavi delle lampade ritrovate in casa non vi è unanimità tra i consulenti, e lo stesso Fineschi ha chiesto un approfondimento con misurazioni più precise. Nel fascicolo risultano sei indagati, a vario titolo. Tra loro il marito della giudice, un ex poliziotto in pensione (amico della famiglia), il medico legale che eseguì la prima autopsia. Le ipotesi di reato vanno dal depistaggio alla falsità ideologica, fino alla violazione del segreto istruttorio. Il corpo della vittima è stato riesumato un anno fa e si trova ora a Roma. Prossima udienza davanti al gip dell'Aquila Marco Billi il 22 settembre.