Giudice trovata morta in casa: ora s’indaga per omicidio

Colpo di scena sul caso di Francesca Ercolini: i segni sul collo della donna sembrerebbero compatibili con l’ipotesi dello strangolamento. Nei prossimi giorni gli esperti della Scientifica torneranno in quella casa
L’AQUILA. Un suicidio inscenato ad arte così da depistare le indagini e chiudere il caso attribuendolo a un gesto estremo da parte della stessa vittima. Si è chiuso con un fragoroso colpo di scena l’incidente probatorio svolto ieri, a Roma. Con la Procura dell’Aquila che indaga ora anche per omicidio sul caso della giudice molisana Francesca Ercolini, trovata senza vita nella sua abitazione di Pesaro il 26 dicembre 2022.
A quasi quattro anni di distanza dalla sua morte spunta così un nuovo filone investigativo che coinvolgerebbe almeno due dei sei indagati, tra cui il marito della donna e il medico che effettuò la prima autopsia.
La perizia di 450 pagine, già depositata dal professor Vittorio Fineschi, solleva infatti seri dubbi sul fatto che la magistrata si sia tolta la vita. Almeno un paio gli elementi su cui si addensano i sospetti: i segni riscontrati sul collo della donna non sembrerebbero infatti compatibili con quelli che avrebbe dovuto lasciare la striscia di seta annodata intorno al collo e ancorata alla ringhiera della scala interna all’abitazione.
E poi la scena ricostruita nella casa di Pesaro, che potrebbe essere stata simulata. La versione più verosimile, secondo chi indaga, sarebbe quella dello strangolamento mediante cavi elettrici, anche se sulla compatibilità di quelli delle lampade dell’abitazione di viale Zara non ci sarebbe unanimità di vedute. Atteso, in ogni caso, un nuovo sopralluogo da parte degli esperti della Scientifica che torneranno nella casa di Pesaro nei prossimi giorni. Una volta conclusi i nuovi accertamenti tecnici, le parti torneranno a confrontarsi, stavolta davanti al gip Marco Billi, il 22 settembre.
Ercolini, originaria di Campobasso, era stata rinvenuta penzoloni dal marito, l’avvocato Lorenzo Ruggieri, e dal figlio, all’epoca sedicenne. Quando però i soccorsi avevano fatto il loro ingresso nella casa di via Zara, il corpo di Ercolini era disteso a terra, senza vita. Medico legale e investigatori avevano convenuto sul gesto volontario. Una tragedia, insomma, che nessuno aveva potuto evitare. Ma le nuove indagini starebbero rimettendo tutto in discussione, gettando un’ombra sinistra sugli ultimi istanti di vita della giudice, il cui corpo era stato riesumato un anno fa dal cimitero di Riccia, in provincia di Campobasso, e poi trasferito a Roma a disposizione della magistratura. L’unica capace di far luce definitivamente sulla vicenda della giudice trovata morta che, a distanza di quattro anni aspetta ancora di riposare in pace.

