Gli albanesi dell’Abruzzo festeggiano la bandiera

Domenica saranno oltre 250 all’hotel Canadian per la cerimonia del primo anno dell’associazione Shqiponja. Il presidente Pedro: aiutiamo chi non ce l’ha fatta
L’AQUILA. Domenica saranno oltre 250 gli albanesi che si riuniranno all’Aquila, provenienti da tutto l’Abruzzo, per la Festa della Bandiera Albanese, prevista all’hotel Canadian, con una cena-spettacolo.
Costituita all’Aquila l’1 ottobre 2017, con lo scopo di istituire un punto di riferimento per i tanti cittadini di cultura albanese che risiedono in Abruzzo, l’Associazione culturale Shqiponja celebra il suo primo anno di vita. Tra i soci fondatori anche l’attuale presidente Bedri Mahmutaj, più conosciuto come Pedro, ristoratore affermato e ormai aquilano di adozione.
«Nell’associazione Shqiponia», dichiara il presidente, «sono rappresentate tutte le classi sociali: operai, docenti, impiegati, professionisti, sia italiani che albanesi, macedoni e kosovari che da anni si sono stabiliti in Abruzzo e nel Centro Italia in generale. Sono famiglie composte da genitori di cultura albanese, ma figli del tutto italiani. L’Aquila ormai è la mia seconda patria e questa consapevolezza è alla base dell’impegno sociale di Shqiponja, perché altri come me possano sentirsi cittadini integrati e realizzati».
Pedro ha poi espresso soddisfazione per il primo bilancio dell’Associazione, nel quale «sono stati compiuti importanti passi per la costituzione di una rete di Associazioni italo-albanesi del Centro Italia, soprattutto con il congresso, organizzato lo scorso, al quale hanno partecipato anche le delegazioni di Antrodoco, Ancona, San Benedetto del Tronto e Rieti. A maggio l’Associazione ha contribuito alla realizzazione di uno scaffale multiculturale e di un laboratorio bilingue basato sulla lettura, nella scuola primaria di Sassa, che ha poi proposto di intitolare a Santa Madre Teresa di Calcutta».
L’attività di Shqiponja colo, proseguirà con il suo impegno culturale per tutto il 2019.
«Sulla Santa abbiamo in programma», sottolinea Pedro, «una conferenza dal titolo: “Teresa, figlia d’Albania”, e una mostra del pittore Lin Delija. Inoltre, non trascureremo le attività ricreative come l’organizzazione di un torneo di calcio tra le rappresentative italo-albanesi del Centro Italia. Ma i nostri progetti più ambiziosi saranno l’apertura di uno sportello per l’integrazione, per facilitare il rapporto tra cittadini albanesi e istituzioni comunali e regionali; e una scuola in lingua albanese, pensata per gli albanesi delle seconde e terze generazioni, ma aperta a tutti, sia a bambini che adulti di qualsiasi nazionalità. La maggior parte dei cittadini di cultura albanese arrivati in Italia da un po’ di anni», conclude il presidente Pedro, «ha soddisfatto con successo i propri bisogni primari e ora tende la mano a chi non ce l’ha ancora fatta».
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