Gli amici di Massimo: «Il poeta della classe e l’uomo dei sorrisi»

Commosso ricordo dell’imprenditore avezzanese Lombardi Oggi pomeriggio i funerali nella chiesa dello Spirito Santo
AVEZZANO. È il giorno del dolore ad Avezzano. Saranno celebrati oggi, alle 15.30, nella chiesa dello Spirito Santo, i funerali di Massimo Lombardi, 61 anni, primogenito del cavaliere Donato, patron della Presider e già presidente di Confindustria Abruzzo. L’imprenditore avezzanese con la passione per lo sport si è spento l’altro giorno a causa di un aneurisma celebrale dopo aver lottato per quasi un mese tra la vita e la morte. Spensierato, allegro, a modo e con il sorriso stampato sulle labbra, Massimo Lombardi era amato e stimato da molti. «Massimo per me era più di un amico, lo sentivo come un fratello perché ogni qualvolta avevo bisogno lui c’era e si faceva in quattro», è il ricordo commosso dell’amico d’infanzia Renato Desprini, noto costruttore avezzanese, «io e Massimo ci conoscevamo da 50 anni e non riesco a credere che non ci sia più. In questo momento così doloroso è difficile trovare le parole giuste per questa morte tanto prematura quanto inaspettata che ha colto tutti noi di sorpresa. Mi vengono in mente tanti ricordi: avevo cinque anni quando ho conosciuto Massimo. Suo nonno aveva un’attività in via lago di Como, ad Avezzano, e lui veniva ogni pomeriggio per giocare con me e i miei cugini Giorgio e Sergio. La nostra amicizia è continuata sui banchi di scuola», aggiunge Desprini, «lui era il poeta della classe. Poi crescendo abbiamo trascorso insieme tante vacanze e per me era diventato uno di famiglia. Spesso veniva a cena a casa mia, ricordo che apprezzava molto i piatti che preparava mia moglie, poi dopo mangiato amava intrattenersi a parlare con i miei figli che erano letteralmente innamorati di lui, quasi rapiti dalla sua allegria e saggezza. Gli volevo un gran bene e lui voleva bene a me. Mi mancherà tantissimo».
«Un fratello maggiore con il quale ho condiviso gli ultimi dieci anni di vita», aggiunge il commerciante avezzanese Gianluca Muliere, «ci siamo conosciuti in palestra, la nostra grande amicizia è nata da una comune passione per lo sport e il fitness. Da dieci anni ci davamo appuntamento in palestra almeno tre volte a settimana. Era un pozzo di saggezza, aveva sempre un buon consiglio per tutti o qualcosa di buono da insegnare che noi avevamo ironicamente ribattezzato le massime di Massimo. L’immenso dolore che provo per la sua morte è paragonabile a quello che ho provato tre anni fa quando è scomparso mio padre. Massimo mi è stato molto vicino nei momenti difficili, per questo sarà dura superare il dolore per la perdita di una persona tanto speciale: allegro, sorridente, disponibile e a modo, in 10 anni ricordo di non averlo mai visto con il broncio».
La camera ardente è stata allestita nella casa dei genitori, Donato e Rita, in via dei Tulipani 27 ad Avezzano. Primo di sei figli, lascia le sorelle Loretta, Donata, soprano di fama internazionale, Gaia, Susanna, con la quale per 30 anni ha amministrato la Nuova Presafer, e David.

