Gli ingegneri: la nuova L’Aquila si ispiri a Berlino

L’AQUILA. L’Aquila come Berlino. Al termine della Seconda guerra mondiale la capitale tedesca era ridotta a un cumulo di macerie: sotto i bombardamenti è stato completamente distrutto circa un terzo...

L’AQUILA. L’Aquila come Berlino. Al termine della Seconda guerra mondiale la capitale tedesca era ridotta a un cumulo di macerie: sotto i bombardamenti è stato completamente distrutto circa un terzo delle abitazioni e nessun edificio monumentale è stato risparmiato. Oggi la stessa città rappresenta un modello di ricostruzione urbanistica, con cui L’Aquila non può che fare i conti. Per questo l’Ordine degli ingegneri della Provincia ha deciso di fare visita alla capitale tedesca per approfondire le tematiche legate alla cultura della progettazione sicura che sappia coniugare l’arte e il restauro. «Un obiettivo su tutti», spiegano gli ingegneri: «Mettere a disposizione il bagaglio di conoscenze per ricostruire la città». Nei giorni scorsi una folta rappresentanza della categoria abruzzese ha potuto toccare con mano l’atmosfera e l’organizzazione di Berlino. «Una sorta di viaggio-studio per conoscere più da vicino l’eccellenza dell’esecuzione e della realizzazione di edifici, palazzi ed opere architettoniche della capitale tedesca con lo sguardo rivolto al territorio aquilano», continuano. «Una metropoli, questa della Repubblica federale, in continua evoluzione che viene indicata come la città del presente e del futuro». Momento clou dell’iniziativa è stato quello relativo alla visita all’esposizione, organizzata dal Senato, sull’edilizia berlinese. La visita ha segnato la conclusione del seminario di alta formazione relativo a “Il Cantiere del Restauro”, voluto da Elio Masciovecchio, presidente dell’Ordine degli ingegneri, che si è svolto in città e ha visto la partecipazione di esponenti di spicco del mondo culturale ed artistico italiano quali, ad esempio, Francesco Sabatini, presidente onorario dell’Accademia della Crusca. «Da Berlino al centro dell’Italia, dunque, un fil rouge spesso e solido annoda professionalità, competenze e servizi per creare un territorio più sicuro e più bello», concludono gli ingegneri, «Non solo da vedere, quanto piuttosto da vivere». (m.c.)

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