Gli studenti disertano le lezioni al Cotugno «Non c’è sicurezza»

25 Gennaio 2017

Solo pochissimi i ragazzi che sono entrati in classe Non si escludono i doppi turni nelle parti più sicure

L’AQUILA. Pochissimi gli studenti del Cotugno (Licei Classico, Linguistico, delle Scienze umane ed Economico) che ieri mattina hanno deciso di tornare sui banchi, preoccupati dai dati diffusi dalla Provincia sull’indice di vulnerabilità sismica dell’edificio che ospita la scuola, inferiori rispetto alla normativa vigente. Intanto, l’ufficio di presidenza sta cercando, notte e giorno, una soluzione che possa garantire continuità didattica e tranquillità agli alunni e si prospetta la possibilità di doppi turni.

LA LETTERA. I dati sulla vulnerabilità sono contenuti in un dossier del 2013, ma di cui la preside della scuola, Fiorenza Papale, è venuta a conoscenza solo nei giorni scorsi, dopo la richiesta di accesso agli atti da parte di alcuni genitori, preoccupati per la capacità dello stabile di rispondere a un eventuale sisma. Il dossier ha subito allertato anche il personale dell’istituto e la dirigente che ieri ha inviato una lettera al prefetto, Giuseppe Linardi, al presidente della Provincia, Antonio De Crescentiis, e al sindaco Massimo Cialente, chiedendo delucidazioni sulle azioni da intraprendere vista la situazione tanto delicata per la garanzia della sicurezza degli utenti.

LO SCIOPERO. Anche gli studenti ieri hanno cercato, con una delegazione di raggiungere i vertici della Provincia. Poche le rassicurazioni ottenute. «Se la situazione non cambierà», avvertono, «non torneremo in aula». I ragazzi ieri sera, inoltre, si sono riuniti insieme ad alcuni genitori e docenti nel piazzale di Collemaggio per analizzare la situazione e valutare eventuali azioni da intraprendere.

LE VERIFICHE. Intanto, ieri mattina sono state effettuate nuove verifiche sull’edificio da parte di tecnici della Protezione civile regionale che hanno confermato l’agibilità della struttura. Stesso esito delle analisi dei giorni scorsi per cui è stato necessario tenere chiusa la scuola 24 ore di più rispetto alle altre (lunedì) e di quelle effettuate a seguito degli eventi sismici del 24 agosto e del 30 ottobre. Proprio alla luce di questi risultati il presidente della Provincia, Antonio De Crescentiis, aveva stabilito per ieri la ripresa dell’attività didattica. Ripresa che di fatto non c’è stata, vista l’assenza di massa degli alunni che da mercoledì 18 gennaio, giorno dei terremoti nella zona di Campotosto, non sono ancora tornati a scuola.

DOPPI TURNI. Una situazione difficile da gestire anche dal punto di vista didattico. È per questo che si sta cercando una soluzione nel più breve tempo possibile. Tra le ipotesi ventilate quella dei doppi turni: mattina e pomeriggio a rotazione, per sfruttare solo i corpi dell’edificio ritenuti più sicuri dal dossier sulla vulnerabilità e lasciare liberi gli altri. Anche le uscite a disposizione degli studenti in questo modo potrebbero essere ridotte, permettendo l’utilizzo solo di quelle di sicurezza e garantire così anche un maggior numero di prove di evacuazione. La soluzione sarà oggi al vaglio dei tecnici della scuola.

NUOVI LAVORI. Si potrebbe tamponare così fino a giugno, quando cominceranno nuovi lavori a Pettino, già previsti dalla Provincia con un finanziamento in bilancio di 750mila euro.

DOCENTI. Oggi pomeriggio, alle 13.30, davanti all’ingresso del liceo su via Da Vinci, è previsto un sit-in del personale della scuola per dimostrare «appoggio alla protesta di genitori e studenti e la volontà di battersi con tutti gli strumenti disponibili perché davvero e definitivamente le scuole aquilane diventino sicure».

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