Gran Sasso, prove di dialogo

1 Novembre 2015

Il vicepresidente della giunta regionale incontra gli ambientalisti

L’AQUILA. Prove di dialogo sul futuro del Gran Sasso. Il vicepresidente della giunta regionale Giovanni Lolli ha incontrato il direttore del Parco nazionale del Gran Sasso-Laga, Domenico Nicoletti, con i capigruppo al Comune di Pd e Prc e i rappresentanti di alcune associazioni ambientaliste. Al centro del dibattito, anche la contestata realizzazione della nuova seggiovia delle Fontari, che deve essere autorizzata dal comitato Via della Regione. «Ogni intervento sul Gran Sasso» ha spiegato Lolli «deve essere coerente con il Piano del Parco e con le previsioni del Piano d'Area. In questo senso, si è convenuto che sono da considerare compatibili interventi di ripristino ambientale con opere di rimboschimento e rinaturalizzazione, la promozione di un turismo pluristagionale e integrato, la tutela del territorio, anche regolando le vie di accesso a Campo Imperatore, valorizzazione della rete sentieristica e dei rifugi con risorse regionali, lo sviluppo del Distretto turistico montano del Gran Sasso con i suoi borghi, il rilancio dell'economia turistica locale dei piccoli Comuni del cratere sismico, e infine interventi sull'impiantistica sportiva soggetti alle valutazioni autorizzative e adeguati alle previsioni normative, vista la criticità sull'ammodernamento delle Fontari». Sul fronte amministrativo, dopo 16 anni di attesa il Parco nazionale del Gran Sasso si appresta ad approvare il Piano del Parco, una sorta di piano regolatore che disciplina e delinea le linee di sviluppo dell'area protetta. «Da qui» ha aggiunto Lolli «la necessità di una generale condivisione nell'assunzione di importanti decisioni legate allo sviluppo dell'area stessa. Inoltre, il Gran Sasso e l'intero sistema naturalistico abruzzese che fa riferimento ai tre parchi nazionali si candidano a diventare Patrimonio culturale e naturale dell'Unesco, per acquisire uno straordinario valore attrattivo in campo turistico. Previsto anche il rilancio in chiave nazionale della strategia Ape (Appennino Parco d'Europa), nella quale l'Abruzzo intende recitare un ruolo di primissimo piano».

Romana Scopano